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La Tares è troppo alta: i lucchesi invadono il Palazzo

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La Tares è una delle tasse più temute tra quelle che entreranno in vigore nel 2013. Ufficialmente nata per sostituire la Tarsu, in verità raggruppa varie tasse e, in genere, sostanzia un aumento vistoso del tributo.

Critica la situazione a Lucca, i cui commercianti hanno deciso di prendere in mano la situazione, da soli, senza mediazione di partiti, sindacati o associazioni (eccetto la Confcommercio). E' prevista una spettacolare invasione del Palazzo del Consiglio per il 14 marzo. Spettacolare ma anche pacifica, assicurano gli organizzatori.

Motivo della protesta è. ovviamente l'entità dell'imposta. La Giunta comunale ha infatti deciso per l'aliquota massima. I commercianti, alla fine dei giochi, saranno costretti a pagare 40 centesimi a metro quadro, di cui dieci andranno alle casse comunali. A destare preoccupazione è anche l'impossibilità di scaricare l'Iva, come si faceva precedentemente con la Tia (soppressa e incorporata nella Tares).

Gli organizzatori della protesta minacciano di ripetere l'invasione periodicamente, fino a quando non si troverà una soluzione che andrà bene anche ai commercianti. La seconda invasione è prevista per il 19 marzo.

Ai commercianti non va giù l'ostinazione dell'amministrazione lucchese che, negando l'evidenza, smentisce gli aumenti stessi. La Confcommercio ha dichiarato: "Abbiamo letto le parole dell’assessore Sichi che sembra smentire gli aumenti. Evidentemente non ha fatto bene i suoi conti. Le cifre sono invece aumentate, non soltanto per la Tares ma anche per l’Imu sulle attività produttive".

Marco Martinelli, consigliere del Pdl e per questo esponente dell'opposizione, ha invece affermato: "Non va bene che il Comune ribalti questo costo su cittadini e imprese producendo un significativo aumento, pari al dieci per cento. Così facendo l’unica vera prospettiva per la giunta di sinistra sarà quella di veder crollare le entrate tributarie, perché le imprese non avranno più risorse per tirare avanti e saranno costrette a chiudere mettendo a casa centinaia di lavoratori".