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La raccolta differenziata cresce grazie alla filiere di recupero

Raccolta_differenziata Raccolta_differenziata


Come dimostrano le ultime direttive europee in materia di raccolta differenziata, per supportare in maniera adeguata la corretta gestione del rifiuto si deve puntare sulla crescita delle filiere del recupero. Il vero e proprio motore dell'industria del riciclo a seguito della raccolta differenziata riesce a coprire solo il 42% dei rifiuti differenziati a livello europeo. Un volume d'affari che ha fatto nascere oltre 18.000 imprese.


 Nel comparto della raccolta differenziata sono oltre 174.000 i dipendenti di aziende che operano nelle filiere del recupero a livello europeo. Un numero molto incoraggiante ma molto resta da fare. E' notevole il gap tra le diverse nazioni dell'Unione Europea e ma ancora non sono stati raggiunti i livelli di qualità massimali, per quanto riguarda i costi di esportazione dei rifiuti da recuperare verso paesi come la Svezia, l'Inghilterra e gli Stati Uniti. Come suggeriscono le direttive UE per sviluppare le filiere di recupero a supporto della raccolta differenziata, nei prossimi anni sarà sempre più difficile gestire il flusso di rifiuti verso l'estero e si dovrà puntare sulla sostenibilità,  lavorando e gestendo i rifiuti in proprio, nel proprio paese.


Nonostante le diverse difficoltà e le carenze strutturali, l'Italia vanta un primato per quanto riguarda la raccolta differenziata e il recupero di alcuni materiali. Il nostro paese è infatti al primo posto tra i paesi dell'unione per quanto riguarda il recupero, a livello industriale, di plastica, carta, vetro, legno e gomma. Ben il 93,5% di questi rifiuti viene infatti avviato al  recupero.


Anche se per certi versi si registrano risultati positivi, c'è ancora molta strada da fare, sopratutto per quanto riguarda il recupero dei rifiuti industriali che, in Italia, rappresentano l'80% dei rifiuti prodotti.