Back to top

La Giunta di Palermo apre sia alla differenziata che al termovalorizzatore

Massimo Barbera differenziata

La Giunta del Comune di Palermo apre sia alla differenziata sia al termovalorizzatore. Lo fa attraverso l'assessore all'Ambiente, Giuseppe Barbera (in foto). In una nota ha ipotizzato una compresenza tra differenziata e termovalorizzatore. La sua tesi è che il termovalorizzatore è compatibile con le esigenze della città, a patto che si trasformi Palermo in una città europea dal punto di vista della gestione dei rifiuti: "Un termovalorizzatore sarebbe una soluzione compatibile, in termini ambientali, energetici, economici, solo se preceduto da interventi molto rigidi e precisi di raccolta differenziata e separazione tra tipologie di rifiuti".

La speranza di Barbera è che solo una piccola parte di rifiuti venga smaltita nel termovalorizzatore, in modo da attenuare l'impatto ambientale e sanitario ("L’esperienza europea anche in grandi città e anche con impianti ubicati nei centri abitati, è finora rassicurante sui ridotti impatti sanitari"). Per raggiungere questo obiettivo Palermo deve ottimizzare lo smaltimento dei rifiuti, aumentando a dismisura la percentuale dei rifiuti differenziati e, se possibile, diminuire la quantità dei rifiuti prodotti. Barbera spera che Palermo possa allineare nel giro di qualche anno con le eccellenze del continente. Ciò vuol dire un tasso di differenziata che si attesta intorno al 50%. Obiettivo ambiziosissimo, visto che il capoluogo siciliano è fermo al 7%.

Sullo sfondo vi è la precaria situazione di Palermo sul fronte dei rifiuti, che presto potrebbe degenerare in una vera e propria emergenza. Ampliare la differenziata e diminuire i rifiuti rappresentano dunque delle necessità. "Se riusciremo a fare questo, se riusciremo quindi ad avvicinarci agli obiettivi della strategia “rifiuti zero” avremo bene affrontato il problema. Un fallimento su questo fronte non è possibile perché né uno né cento termovalorizzatori potrebbero allora venirci in soccorso".