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La Cina annuncia il più grande piano anti-inquinamento della storia

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Scrivi Cina, leggi inquinamento. Nell'immaginario collettivo quanto nella realtà, il colosso asiatico è simbolo di sviluppo industriale senza regole che, insieme ad una certa quantità di denaro e di benessere, priva i suoi cittadini di qualche anno di vita. Indigna ma non fa stupore un'autorevole studio pubblicato qualche settimana fa nel quale si dimostra che nel nord del paese si vive cinque anni in meno che nel sud a causa dell'inquinamento da carbone, oggetto di una industrializzazione selvaggia proprio nella parte settentrionale del paese.

Ha incuriosito e stupito, di contro, la richiesta che la Cina ha consegnato all'Europa, sempre qualche settimana fa, per giungerea un accordo Cina-Ue: l'obiettivo è quello di utilizzare il know-how europeo per riconvertire l'economia del grande Stato asiatico in una economia meno inquinante. L'Unione Europea, intravedendo la possibilità di arricchimento, aveva risposto presente.

Ebbene, adesso si conoscono i numeri del tentativo cinese di porre fine all'inquinamento. Sono numeri strabilianti, senza pari nella storia dell'uomo. 500 miliardi di dollari, 400 miliardi di euro, questa la cifra che il governo cinese vuole stanziare per risolvere l'annoso problema.

Il primo ad annunciare questo poderoso piano di intervento è stato Wang Tao, funzionario del dipartimento per la prevenzione al ministero per la Protezione Ambientale nel corso di un forum di economisti a Shanghai. La notizia è stata poi ripresa da Xinhua, principale agenzia di stampa del paese, giocoforza legata con un filo diretto al governo.

Sempre Xinhua ha affermato che a fronte di investimenti di tal fatta, il comporto dell'energia rinnovabile in Cina subirà un ascesa repentina e intensa. Le previsioni rivelano un +40% entro il 2015, cioè fra poco più di due anni. Nonostante l'inquinamento dilagante, la Cina, un po' paradossalmente, ha comunque sostenuto la crescita delle rinnovabili, a tal punto che il comparto è cresciuto del 20% dal 2010 al 2013.