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Inquinamento atmosferico, un hamburger artificiale salverà il pianeta

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Dall'Olanda potrebbe arrivare l'hamburger artificiale utile anche nella lotta all'inquinamentoAl momento non ha certo un aspetto invitante, né un costo alla portata di tutti (220mila euro) mentre il sapore nessuno lo conosce: l'hamburger artificiale a cui l'Università di Maastricht sta lavorando è stata però accolta con curiosità e potrebbe avere effetti benefici anche per la lotta all'inquinamento. Il gruppo di scienziati guidati da Mark Post è al momento riuscita utilizzando cellule staminali che si moltiplicano, per produrre strisce di tessuto muscolare in laboratorio, senza bisogno di allevare e macellare bestiame. Il gruppo di ricercatori lavora al momento alla creazione della salsiccia artificiale ma, entro l'anno, assicurano, sarà la volta dell'hamburger "da laboratorio".

Un esperimento, quello dell'università olandese, che potrebbe portare benefici all'intero pianeta: ovviamente in primo piano c'è da tenere in considerazione la possibilità di sfamare le popolazioni più bisognose, anche in vista dell'aumento del numero di abitanti della terra, ma i vantaggi andrebbero anche oltre. Utilizzando la "carne in provetta", infatti, potrebbe essere ridotta la sofferenza degli animali e potrebbe esserci un impatto positivo anche per ciò che concerne la lotta all'inquinamento atmosferico:  potrebbero essere risparmiate le tonnellate di gas serra che annualmente sono prodotte dagli allevamenti e potrebbe esserci una riduzione del 99% del consumo di terra.

La ricerca, che non ha fini commerciali, non trova però consensi unanimi e si imbatte nella diffidenza di gran parte della popolazione (almeno di quella italiana) nell'applicare la tecnologia alla produzione di alimenti. In prima fila, contro i cibi in provetta, c'è la Coldiretti che commenta l'esperimento olandese in termini non certo positivi: "Attualmente in laboratorio si sono ottenute striscie di tessuto lunghe 2,5 centimetri e larghe meno di 1 centimetro, di consistenza molliccia e di colore grigio vista l'assenza di sangue. Esperienze del passato, come la mucca pazza, hanno dimostrato che, in un settore molto esposto ai rischi per la salute come quello alimentare, le innovazioni devono percorrere la strada della naturalità e della sicurezza e soprattutto devono confrontarsi con i rilevanti problemi di natura etica che pongono le nuove tecniche.