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Inquinamento acustico: ridurlo equivale a risparmiare 80 miliardi

Inquinamento acustico

 

La riduzione dell'inquinamento acustico potrebbe far risparmiare 80 miliardi di euro. La cifra è riferita all'Europa e al periodo 2013-2030.

Questi numeri sono frutto di una ricerca commissionata dall'associazione, che a Bruxelles agisce tramite i gruppi di pressione, Transport&Enviroment e realizzata dall'istituto olandese TNO.

Il risparmio sarebbe provocato dall'abbattimento dei costi sociali necessari a curare le patologie tipiche dell'inquinamento acustico. Si parla di disturbi quali insonnia, difficoltà a concentrarsi, malattie cardovascolari. Il problema è stringente poiché coinvolge 200 milioni di cittadini europei, un terzo del totale.

E' sufficiente diminuire di tre decibel i suoni prodotti dal traffico per dimezzare l'inquinamento acustico.

Sull'onda della ricerca di TNO la Commissione Europa ha varato una proposta, tutt'ora in discussione nelle negli organi legislativi dell'Unione Europea. Essa agisce sui veicoli ancora in fase di produzione. I produttori devono, in due anni, abbassare il livello acustico di due decibel per auto e furgoni e di un decibel per i mezzi più pesanti. I produttori, infine, si devono impegnare a ridurre, tre anni dopo, il livello "di decibel" di tutti i veicoli.

Fin dalle prime battute, la proposta ha trovato il plauso di esponenti di prestigio, come il Commissario all'Ambiente Tajani, italiano, iscritto al Pdl e facente parte del Partito Popolare Europeo. Tuttavia, la proposta ha rischiato più volte di arenarsi a causa delle pretese di lobby e partiti. Il risultato è, per ora, l'allentamento delle restrizioni: l'ipotesi attuale, infatti, prevede limitazioni sono per i veicoli più rumorosi, come camion e pullman.

I commissari hanno rimesso la proposta al parlamento, che sarà chiamato a votarla il 5 febbraio in seduta plenaria.