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Inquinamento acustico: piaga ambientale in Italia

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L'inquinamento acustico rappresenta uno dei maggiori problemi ambientali nel nostro paese ed i limiti normativi vengono superati da quasi la metà dei comuni italiani. A dirlo è l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), che con l'Annuario dei dati ambientali del 2013, presentato a Roma, ha rivelato quanto l'Italia sia un paese estremamente rumoroso.


Il rapporto ha evidenziato come il 42,6% delle sorgenti di rumore oggetto di controllo abbia presentato almeno un superamento dei limiti di legge nel corso del 2012.


L’inquinamento acustico rappresenta il fattore di disturbo più segnalato da chi risiede in prossimità di aeroporti ed analoghe infrastrutture di trasporto, spesso situati nelle immediate vicinanze delle aree urbane.


L’aeroporto internazionale di Roma-Ciampino ed il suo rumore assordante sono finiti nella classifica nazionale sull’inquinamento acustico redatta dai ricercatori dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Basti pensare che nell'aeroporto G. B. Pastine di Roma-Ciampino gli aerei decollano a meno di 150 metri dalle abitazioni. Gli abitanti della zona non sono sorpresi, in quanto denunciano tale situazione di disagio da anni. Ciampino è inserito in un focus nazionale con dati allarmanti.



inquinamento acustico L'aeroporto di Roma-Ciampino si trova nelle immediate vicinanze di centri abitati ed abitazioni.


L'inquinamento acustico interessa una percentuale considerevole della popolazione. Attività commerciali e produttive ed infrastrutture di trasporto comportano un notevole aumento del livello di rumore tollerabile, che incide negativamente non solo sulla qualità della vita ma anche e soprattutto sulla salute.


Preda del frastuono, le grandi città sono da questo punto di vista decisamente meno vivibili dei centri di dimensioni più contenute. La classificazione acustica deve essere approvata dai comuni e solamente il 51% l'aveva adottata nel 2012. Ad oggi la percentuale dei comuni che hanno approvato tale classificazione è salita al 56%.


Le regioni che registrano le percentuali più alte di centri abitati zonizzati sono Toscana e Marche con il 97%, Valle d'Aosta con il 96%, Liguria con l'84% e Lombardia con l'83%, mentre, purtroppo, le regioni con le percentuali inferiori al 10% sono Abruzzo, Sardegna e Sicilia.


Tra gli obiettivi principali delle politiche comunitarie c’è proprio quello di ridurre le emissioni di rumori ambientali ed una maggiore tutela dei centri caratterizzati da un buon livello di qualità acustica.