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Impianti di climatizzazione, nelle case aumentano le fonti rinnovabili

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Secondo l’indagine condotta da REF-E, sono in diminuzione nelle case degli italiani gli impianti di climatizzazione a gas, mentre aumentano le fonti rinnovabili

Il vento sta cambiando, per fortuna, anche in Italia e le energie rinnovabili conquistano sempre più quote di mercato. Questo si vede anche nel settore residenziale dove gli impianti di climatizzazione invernali alimentati da fonti rinnovabili sono in aumento. A dirlo è l’ultima indagine condotta da REF-E che insieme a numerose imprese di installazione e di associazioni del settore ha raccolto i dati per il 2012. Per le famiglie che vogliono fare un investimento per la riqualificazione energetica della casa il consiglio è quello di confrontare i prestiti più convenienti sul mercato per acquistare degli impianti di climatizzazione e sfruttare gli ecobonus 2014.

Ma vediamo nel dettaglio i dati raccolti da REF-E sugli impianti di climatizzazione residenziale che si possono trovare all’interno dei documenti pubblicati su questa pagina. Si tratta di un’analisi ad ampio respiro che si inserisce all’interno della seconda edizione del “Monitoraggio del mercato della climatizzazione nel settore residenziale – 2012”. Gli obiettivi dello studio, secondo quanto si legge sul sito, erano quelli di “Valutare la dimensione del mercato dei sistemi per la climatizzazione residenziale, in termini di stock di impianti e consumo di combustibili”, “Analizzare le tendenze di sostituzione tra i diversi sistemi di riscaldamento/raffrescamento, sia a livello nazionale, sia a livello regionale”, “Tradurre le suddette tendenze in valutazioni sulla composizione del mix energetico”.

L’analisi compiuta da REF-E, come detto con la collaborazione di alcune imprese del settore, riguarda innanzitutto le tecnologie relative ai sistemi di riscaldamento autonomi e centralizzati sia in edifici residenziali vecchi sia in edifici nuovi che come sappiamo devono rispondere a determinati requisiti di efficienza energetica. Inoltre la ricerca ha preso in considerazione sia zone servite dalla rete gas sia zone non servite. Va detto inoltre che i risultati dell’indagine verranno presentati pubblicamente all’interno di un convegno presso la sede del Gse a Roma che si terrà il 5 giugno.

Passando ai dati in dettaglio, il 2012 risulta come l’anno di netta diminuzione degli impianti di climatizzazione a gas. Questi oggi vengono prevalentemente sostituiti o integrati con pompe di calore e altri apparecchi che sfruttano le fonti rinnovabili. In particolare, si registrano tassi di diffusione elevati per le pompe di calore aria-acqua e a seguire anche per le pompe aria-aria e stufe o termocamini a biomassa. Va sottolineato che non sempre le famiglie decidono di sostituire il vecchio impianto con uno nuovo ad alta efficienza energetica, ma molto spesso si trovano sistemi integrati che comunque se ben utilizzati aiutano a risparmiare energia ed evitare gli sprechi.

Le ragioni di questo fenomeno di mercato sono ovviamente da rintracciare soprattutto nel sistema di incentivi statali partito qualche anno fa e che oggi prosegue grazie agli ecobonus 2014. È bene ricordare infatti che fino al 31 dicembre 2014 sono attive le detrazioni fiscali al 65% per gli interventi di riqualificazione energetica, mentre le detrazioni scendono al 50% per i lavori di ristrutturazione edilizia o l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe A o superiore.

I dati di REF-E, che ricordiamo sono relativi al 2012, sono comunque incoraggianti perché delineano un trend in crescita per il mercato degli impianti di climatizzazione a pompa di calore e con altre risorse rinnovabili. La crisi economica, però, non ha risparmiato questo settore e dal 2008 al 2012 la vendita di questi apparecchi è calata di circa 700 mila unità. La proroga degli incentivi fiscali permette tuttavia di essere ottimisti per il futuro.