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Il Nucleare E' Tabu Al Concerto Del Primo Maggio

In occasione del "concertone" del Primo Maggio, svoltosi come anno a Roma in Piazza San Giovanni, la Rai si è “cautelata” da eventuali dichiarazioni degli artisti sul tema del referendum, in particolare sul nucleare. Dunque prima dell’ingresso sul palco degli artisti , la Rai ha fatto firmare a tutti una dichiarazione in cui annunciavano che non avrebbero toccato gli argomenti del referendum.

Nucleare

Una vera e propria censura, peraltro perpetrata in malafede, visto che agli artisti non è stato detto cosa firmavano, tanto che molti di loro pensavano si trattasse di una semplice liberatoria sui diritti d’immagine. Solo sul palco gli artisti si sono accorti di essere stati imbavagliati.

Ma gli artisti non si sono dati per vinti e hanno deciso di esprimere la loro contrarietà al nucleare indossando magliette che riportavano quel messaggio, utilizzando giochi di parole o modificando le scalette. Dimostrazione che non si può imbavagliare l’arte.

Appena saputa la notizia, il comitato referendario si è subito arrabbiato, ma la Rai si è difesa affermando che il documento era obbligatorio in quanto, essendo sotto elezioni, doveva essere rispettata la par condicio. “Normale amministrazione” hanno dichiarato i vertici Rai, ma anche qui non sono stati completamente sinceri, visto che la par condicio non vale per i referendum, e comunque il tema del nucleare verrà trattato oltre un mese dopo il Concertone, mentre queste tematiche di certo non toccano le elezioni amministrative che si terranno a breve, e per cui valgono le regole della par condicio.

La censura è stata coraggiosamente denunciata sul palco da Ascanio Celestini che, prima di cominciare il suo monologo incentrato sul ricordo della Repubblica Romana, ha dichiarato: “non posso dire altro sull’Italia contemporanea perché prima nei camerini ho firmato un documento che me lo vieta, e che mi vieta anche kafkianamente di leggere il documento medesimo.” Erriquez della Bandabardò ha dichiarato di aver firmato pensando si trattasse dei soliti documenti che si firmano prima di andare in televisione: “Nella nostra semplicità d’animo – ha dichiarato il cantante - devo dire che non l’avevamo letto, abbiamo firmato come una qualsiasi liberatoria. Me l’ha fatto notare Ascanio Celestini ora, è allucinante. Probabilmente contravverremo a questa cosa. Che male c’è a dire che c’è un referendum?”.