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Il mercato immobiliare riparte con i certificati bianchi

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I certificati bianchi sono un meccanismo complesso ma dal 2004 contribuiscono a incentivare il mercato immobiliare e lo sviluppo energetico

Sono in molti a cercare un mutuo vantaggioso non soltanto per acquistare casa ma anche per ristrutturare il proprio appartamento in vista di un miglioramento nell’efficienza dei sistemi energetici. Grazie agli interventi di riqualifica il mercato del mattone negli ultimi anni è continuato a crescere e ciò non è soltanto grazie alle importanti detrazioni fiscali previste dal Governo.

La macchina del mattone è infatti mossa da un gran numero di motori, tra cui certamente gli ecobonus, ma non solo: quando si parla dello sviluppo del mercato immobiliare e della ricerca nell’efficienza energetica un ruolo da protagonista ce l’hanno anche i cosiddetti certificati bianchi, come dimostra il Rapporto annuale curato dal Gse, il Gestore dei servizi energetici a cui spetta, che dal 2013 valuta l’efficienza del servizio al posto dell’Aeeg.

Ma cosa sono? Quando si parla di certificati bianchi si parla principalmente di titoli negoziabili: dal 2004, infatti, a un determinato risparmio energetico corrisponde una data quantità di Tep (tonnellata equivalente di petrolio) convertibile in un Tee, ovvero in un Titolo di Efficienza Energetica (i certificati bianchi).

Secondo il rapporto annuale del Gse questo sistema, seppur complesso, non solo è stato copiato da molti altri Paesi europei, ma ha portato anche importanti risultati. Solo nel 2013, infatti, sono stati avanzati 21 mila progetti a cui è seguita un’emissione di 6 milioni di titoli, per un risparmio di 2,3 MTep.

Questo ha alimentato un business che oltre a dare un spinta decisa al mercato immobiliare, ha contribuito a dare un significativo motore al risparmio energetico. Dobbiamo infatti pensare che ogni Tep corrisponde a circa 5.300 kWh e 1.200 metri cubi di gas, monetizzabile in circa 800 euro nel settore civile e 650 euro nelle imprese.

Secondo Giovanni Campiello di Avvenia, ripreso dal Sole24Ore, “nei primi quattro mesi del 2014 sono state presentate circa un migliaio di proposte di progetto, che porteranno a emettere Tee per un valore complessivo di oltre cento milioni di euro”.

I titoli passano principalmente dalle mani di distributori e società di servizi energetici, ma anche le imprese che investono nell’efficienza energetica partecipano al mercato. Inoltre, nel settore civile anche la Pubblica Amministrazione o un’azienda del terziario (i gestori di patrimoni immobiliari) possono presentare opere di incentivazione, anche se i certificati bianchi non possono coesistere con i già citati ecobonus. Tuttavia, il meccanismo di questi particolari titoli segue e continuerà a seguire una logica antica e infallibile: più si risparmia in consumi più si risparmia in bolletta.