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Il Giappone dice addio al nucleare

La Strategia energetica nazionale predisposta dal governo giapponese guidato da Yoshihiko Noda ha inaugurato in maniera ufficiale la fase di phase out dal business nucleare. A 18 mesi dal disastro nucleare che colpì l’impianto di Fukushima, pertanto, il Giappone si candida ad essere la terza economia mondiale a dire addio allo sfruttamento dell’energia nucleare dopo la Germania e la Svizzera.

L’addio al nucleare sarà ad ogni modo lungo e graduale, a cominciare alla fase intermedia che verrà contraddistinta dall’azzeramento di qualsiasi progetto di costruzione di nuovi impianti a reattore, dalla dismissione e dallo smantellamento degli impianti con più di 40 anni di vita, e dal mancato riavvio degli impianti sospesi (a meno che non superino delle stringenti verifiche di sicurezza).

In questa fase, che condurrà, entro 30 anni, il Paese a salutare definitivamente il nucleare, il Giappone sarà fermamente impegnato a supportare lo sviluppo delle energie rinnovabili, rendendole in grado di costituire un peso pari al 30% del totale delle fonti energetiche nazionali entro il 2040.

Ancora da risolvere il nodo import: diminuendo lo sfruttamento del nucleare, il Giappone dovrà compensare il gap energetico ricorrendo a importazioni più incisive di gas naturale, carbone e petrolio…