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Il futuro che ci attende, le previsioni dell'IPCC

 

L'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), commissione istituita dal 1988 dagli organismi dell’ONU che si occupano di meteorologia e ambiente, ha, nel tempo, stilato quattro rapporti di valutazione inerenti al cambiamento climatico, sottoponendoli all’attenzione delle istituzioni politiche per stimolare l’avviamento di contromisure utili ad evitare gli scenari futuri presentati, appunto, nei rapporti.

Il 27 settembre è stato pubblicato ufficialmente il V Rapporto (consultabile qui).
Scritto da un numeroso gruppo di studiosi del cambiamento climatico, il V Rapporto rincara la dose rispetto ai quattro precedenti, quasi come se fosse un ultimatum: “Il tempo è finito!”.
Nel testo, risultano indicati quattro possibili scenari inerenti al clima che, in base ai dati contenuti, si avvia verso  un sempre più ineluttabile riscaldamento. Tutto ciò procurerebbe conseguenze nefaste ed irreparabili per il nostro Pianeta, se non si ponesse immediatamente un limite alle emissioni dei  gas serra.
Aumento della temperatura fino a circa 4°in più, innalzamento del livello del mare fino ad un metro, conseguenti ritiri dei ghiacci e, altresì, aumento di eventi estremi come siccità e alluvioni.

Nel video seguente, pubblicato dal Centro Nasa per la simulazione del clima, sono elaborate le proiezioni del clima futuro, basato sul rapporto dell’IPCC:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=d-nI8MByIL8[/youtube]

 

Ma il Ministero dello Sviluppo Economico italiano è, così come Gran Bretagna, Polonia, Romania, Bulgaria e Repubblica Ceca, su una posizione di ostacolo verso obiettivi comuni in ambito europeo riguardanti energie rinnovabili , sospinto dagli interessi nel tutelare i combustibili fossili. Le posizioni contrarie a un target unico per le rinnovabili hanno la caratteristica di essere mosse da grandi interessi economici, strettamente collegati alla politica, costringendoci a finanziarie tecnologie obsolete se non deleterie.
Ma le “minacce” del V Rapporto IPCC già si sentono: la Cina, ad esempio,  aumenta gli investimenti nel solare e, conseguentemente, diminuisce gli investimenti nel carbone. Congiuntamente  alle nuove regolamentazioni USA proposte da Obama, è un inizio verso la definitiva lotta contro il combustibile killer del cambiamento climatico e della nostra salute. Insomma, il passaggio a una politica energetica basata su rinnovabili ed efficienza è oramai una priorità, ma non è ancora scontato.

Di Alessandro Garavaglia