Back to top

Green Economy: i consigli della Fao

 

Jose Graziano da Silva, presidente della Fao, ha diffuso un comunicato in cui approfondisce i temi della Green Economy e del cambiamento climatico tracciando una prospettiva poco solita ma di grande buon senso: non si può parlare di Green Economiy senza parlare di Blue Economy.

"L'importanza della pesca e dell'acquacoltura non può essere trascurato. Tali attività forniscono nutrimento a oltre 3 miliardi di persone, garantendo il 15 per cento del loro consumo medio pro-capite di proteine animali. Insieme, pesca e acquacoltura rappresentano oltre 200 milioni di posti di lavoro a livello globale".

Sulla Green Economy c'è poco da dire. Risparmio energetico, implementazione delle energie rinnovabili, qualità della nutrizione, basse emissioni sono tutti temi cari agli ambientalisti e che si stanno ritagliando uno spazio fondamentale anche tra i profani.

La Blue Economy, invece, è rappresentata da tutte quelle istanze che hanno a che fare con l'acqua. Si tratta di un universo variegato, che lega a sé l'opportunità di garantire a tutti il cosiddetto oro blu, che lega a sé anche la necessità di abbattere ogni velleità di privatizzazione. Un universo, quello della Blue Economy che raggiunge la sua criticità nel tema dell'innalzamento del livello del mare e quindi, di riflesso, del riscaldamento climatico.

Dalle parole di Da Silva traspare la drammaticità del momento che stiamo vivendo ma anche il timore per il futuro. L'uomo, continuando per questa strada sciagurata, rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza di intere nazionali. Riferendosi ad alcune zone dell'emisfero sud dichiara: "Molte di queste terre rischiano letteralmente di venire affondate dal riscaldamento globale: si tratta di atolli che galleggiano di un sospiro al di sopra del pelo dell'acqua, e la loro sopravvivenza è legata ad una responsabilità che non è la loro, ma quella dei nostri Paesi di vecchia industrializzazione".