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Governo e approvazione della Strategia Energetica Nazionale

Governo approva Sen?

Il Governo uscente, si è fatto sentire fino all'ultimo, infatti  come un colpo di mano è avvertito dagli addetti ai lavori, l'approvazione del Sen nella forma del decreto (che quindi non necessità nell'immediato dell'approvazione del Parlamento).

Ma cos'è il Sen? E perché la sua emanazione per decreto sta suscitando così tante critiche? Sen è l'acronimo di Strategia Energetica Nazionale. Un piano energetico, dunque, che proprio per sue lacune è considerato da molti come insufficiente, persino dannoso. Uno dei detrattori è Ermete Realacci, esponente di spicco del Partito Democratico e delegato agli affari ambientali del partito. Secondo Realacci il Sen è poco incisivo perché assai a breve termine: organizza la gestione dell'energia e relativi fondi fino al 2020. Sette anni sono pochi per cambiare, ne servirebbero altri trenta. Soprattutto, privilegia ancora le fonti tradizionali: "La SEN non è condivisibile ed è assolutamente inadeguata ad affrontare le sfide che l’Italia ha davanti e alla necessità di puntare con forza sul risparmio energetico, sull’innovazione, sulla ricerca e sulle fonti rinnovabili. Nulla dice sull’aumento del carbone, facilita lo sfruttamento delle risorse petrolifere italiane sacrificando l’ambiente e il paesaggio sull’altare del nostro scarsissimo petrolio, e definisce strumenti del tutto inadeguati a raggiungere gli obiettivi ambiziosi che sulla carta si ponte per le fonti rinnovabili".

Aspre critiche sono giunte anche da Legambiente e Wwf che hanno diffuso un comunicato stampa congiunto. In poche righe si legge la delusione, causata dall'arretratezza del provvedimento (dedicata alle fonti fossili più che alle fonti verdi) e alle modalità, poco democratiche con cui si appresta a diventare operativo (decreto legge varato da un governo in carica per i soli affari correnti).