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Google Glass: nel mirino per la privacy, la Francia fa sul serio

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I google Glass non sono entrati ancora in commercio ma già si trovano al centro di una bufera mediatica che presto, addirittura, potrebbe trasformarsi persino in giudiziaria. Il problema, come con la maggior parte degli aggeggi di Google, riguarda la privacy.

Le Autorità per la Protezione Dati di molti paesi si sono riuniti nel GPEN (Global Privacy Enforcment Network) e hanno stilato una serie di domande a cui Google sarà chiamata a rispondere: quali informazioni raccoglie Google attraverso i "Glass", gli ormai noti occhiali a "realtà aumentata"? Con chi le condivide e come intende utilizzarle? E' garantito il rispetto delle legislazioni sulla privacy? Come pensa Google di risolvere il problematico aspetto della raccolta di informazioni di persone che, a loro insaputa, vengono "riprese" e "registrate" tramite i Glass?

Questi sono solo alcuni dei problemi che i Google Glass pongono agli occhi dell'opinione pubblica. Gli occhial della realtà aumentata, certo, rappresentano un balzo in avanti in fatto a tecnologia: saremo supportati da una sorta di mini-mini-computer in tutte le attività del quotidiano: spostarsi, informarsi su un oggetto che ha attirato la nostra attenzione, "ricordare" (i glass possono anche filmare) e così via. Altrettanto certamente, però, forzano i limiti della privacy delle persone.

I Google Glass non sono l'unica fonte di grattacapi di Google sul fronte della privacy. Anche il motore di ricerca e il sistema di mail (con tutti i servizi integrati ad esso correlati) sono nell'occhio del ciclone. La Francia è stata la prima a muoversi: se Google non si adeguerà alle norme nazionali sulla privacy entro un mese, dovrà pagare una multa salatissima. Si vocifera che un provvedimento simile verrà adottato presto da Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Olanda e Belgio. Insomma, tutta l'Europa si sta per rivoltare contro Google.