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Futuro eco-sostenibile: anche in Calabria i rifiuti diventeranno energia

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Anche in Calabria, finalmente, con un ventennio di ritardo rispetto alla prima diffusione del concetto, i rifiuti saranno considerati merce preziosa, fonte di reddito. Certo, il cammino è lungo, ma la quantità delle tavole rotonde organizzate e la presenza dei vertici più importanti della Regione fanno ben sperare.

E fa ben sperare l'incontro, organizzato dalla società ARAre, che si è tenuto il 4 ottobre al Palazzo del Consiglio Regionale. Presenti l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Pugliano, il suo collega alle attività produttive Demetrio Arena, il rappresentante dei Sindaci dell'Area dello Stretto, Rocco Labate.

Il nome dell'evento dà un'idea dell'importanza delle tematiche affrontate: "Futuro eco-sostenibile non sprecare il tuo rifiuto".

L'intervento più interessante è stato pronunciato da Rocco Labate, che tra le altre cose è sindaco di Villa San Giovanni RC. Ha rivelato, non senza una certa emozione, di star preparando, di concerto con i colleghi sindaci, una manifestazione di interesse per fare pressione all'amministrazione regionale. L'obiettivo è quello di creare un polo di impianti che valorizzi,  o meglio trasformi in energia, i rifiuti organici e i fanghi. Fanghi che rappresentano un problema, soprattutto a Reggio, dove i depuratori ricoprono un ruolo importantissimo nella vita dei reggini. Non è mancato un appello ai giovani: "Noi anziano siamo poco abituati concettualmente a pensare al rifiuto come una fonte di reddito. I giovani devono avere un approccio diverso dal nostro, da questo dipende il futuro dei nostri territori".

Molto ricco anche l'intervento dell'assessore Pugliano, che ha posto l'accento sulle criticità. Quella più incomprensibile, e che rivela le colpe delle amministrazioni che si sono succedute in questi anni, è il funzionamento degli impianti inesistenti. Funzionamento non certo a pieno regime, in capace di sviluppare - a decenni dalla loro realizzazione - una filiera che parti dalla selezione dei rifiuti e si concludi con la valorizzazione. Inspiegabile anche l'assenza di impianti nella zona del cosentino, assenza che causa costi di trasporto ai limiti del sostenibile.