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Fotovoltaico, Puglia capitale ma Saglia denuncia: "È Far West"

Il sottosegretario Saglia accusa: Puglia capitale del fotovoltaico ma è da far westPuntare sull'energia solare è indubbiamente una pratica da consigliare ma come tutto nella vita anche in questo caso le estremizzazioni sono da evitare: quanto succede con il fotovoltaico in Puglia è l'esempio vivente di questo. La regione pugliese è, infatti, la capitale incontrastata degli impianti fotovoltaici in Italia ma non mancano le polemiche per un eccessivo sviluppo del settore, non supportato da regole precise. A confermare la situazione di un incremento quasi incontrollato è il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia durante la sua visita alla "Quinta Giornata dell’energia pulita" organizzata dalla Promem Sud Est nell’ambito della 75a edizione della Fiera del Levante in corso a Bari.

Il sottosegretario, infatti, nel suo intervento ha provato a spiegare perché la Puglia presenti questo sviluppo così spiccato e quali problematiche questo potrebbe comportare: "La Puglia è diventata la capitale del solare, ma lo è diventata con un principio di far west che sicuramente desta qualche preoccupazione". Saglia numeri alla mano mostra come, se in Italia si hanno10mila Mw d’installazione di pannelli solari fotovoltaici, la Puglia possiede più della metà della potenza delle rinnovabili prodotta in Italia negli ultimi due anni; tutto ciò è il ragionamento del sottosegretario è dovuto alla politica dell'amministrazione regionale di concedere le autorizzazioni attraverso la presentazione della Dia (Dichiarazione di inizio attività): "La proliferazione di impianti fotovoltaici in Puglia - dichiara Saglia nel suo intervento alla Quinta giornata dell'energia pulita - è dovuta in gran parte alla facilità nella realizzazioni di tali strutture, molto più semplice qui che in altre zone del paese. Tutto ciò può rappresentare un problema anche in virtù del fatto che non tutta l'energia prodotta riesce poi ad essere messa in rete. Come governo nazionale abbiamo il compito di fornire delle linee guida, poi però spetta alle singole realtà regionali decidere quale sia il percorso migliore da intraprendere".