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Fotovoltaico: allo studio dei pannelli in PET made in Italy

Sembra quasi incredibile, ma delle aziende italiane, in collaborazione con numerose università internazionali, stanno per lanciare un prodotto veramente rivoluzionario, in grado di stravolgere il mercato delle rinnovabili e del fotovoltaico: pannelli in PET piuttosto che silicio, la plastica che utilizziamo tutti i giorni per bottiglie, bicchieri e piatti.

Grazie infatti all’utilizzo di sistemi quantici applicati alle nanotecnologie, sembra che attraverso l’elaborazione della plastica, si possa ridurre il costo di produzione e manutenzione degli impianti di parecchio, con un materiale decisamente più a portata e disponibile, e molto meno “difficile” da realizzare.

Fili di argento, o elementi con forte carattere metallico, aumenteranno la possibilità di condurre energia; coadiuvando poi questo sistema alla capacità di generare ulteriore corrente grazie all’uso di raggi uv e fonti non visibili all’occhio umano, si potrebbe anche incrementare la produzione, senza alcun problema del caso, secondo gli studi.

Ovviamente i vari progetti sono ancora in fase di sperimentazione, ma sembra che presto si arriverà a qualcosa di concreto, visti gli investimenti effettuati, e visti i primi risultati che sembrano fortunatamente positivi. Vi terremo aggiornati, su un campo, quello della ricerca applicata alle rinnovabili, veramente senza limiti ed ancora tutto da scoprire.