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Fotovoltaico al posto dell'amianto: il caso del Comune di Bologna

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Il Comune di Bologna decide di intraprendere un sentiero "green" e mette mano al portafoglio. E' appena stato varato un progetto che prevede la sostituzione dell'amianto con il fotovoltaico. Il tutto al modico costo di una decina di milioni di euro.

L'iniziativa procede dal PAES, Piano di Azione per l'Energia Sostenibile. Essa prevede la rimozione dell'amianto dai tetti delle case bolognesi e la loro sostituzione con pannelli fotovoltaici.

I benefici saranno molti. Innanzitutto si evita finalmente che la popolazione sia sottoposta a una sostanza così tossica. In secondo luogo, si produce energia: si è stimata la generazione di 2,2 MW solo grazie al fotovoltaico sui tetti.

Certo, l'iniziativa ha un suo costo. Il Comune di Bologna ha infatti stanziato 12,5 milioni di euro, una cifra imponente persino per un Comune ricco come quello bolognese, in tempi di crisi. Sono 500mila i metri quadrati "coinvolti" in questa opera di sostituzione.

C'è anche qualche rischio. Tra questi spicca quello relativo allo smaltimento. L'amministrazione riuscirà a smaltire tutto l'amianto, o non farà altro che "spostare" il problema, inquinando una zona in particolare? In una nota l'amministrazione comunale ha rassicurato la popolazione. E infatti si legge: "Saranno le stesse imprese che installano impianti fotovoltaici a garantire gratuitamente e in maniera sicura lo smaltimento dell'amianto effettuando anche degli interventi di isolamento termico".

Al progetto, tra gli altri, hanno aderito Unindustria e Cna, dando vita a una sorta di connubio tra privato e pubblico. Il Comune ha comunque informato che le tariffe sono le stesse per tutti gli operatori e che a loro sono stati incentivi per la realizzazione del progetto, come la detassazione per l'occupazione del suolo pubblico.