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Eolico, stop a quattro impianti in Toscana

In Toscana bocciati i progetti per quattro impianti eolici che sarebbero dovuti sorgere nei comuni di Pontremoli, Badia Tedalda, Firenzuola e San Godenza

Stop all'eolico in Toscana: la Regione ha bocciato tre impianti eolici che dovevano sorgere nei nei Comuni di Pontremoli, Badia Tedalda, Firenzuola, oltre a quello già bloccato dalla Soprintendenza che doveva vedere la luce a San Godenza. La decisione ha mandato su tutte le furie gli ambientalisti, con Piero Baronti (presidente di Legambiente Toscana) e Edoardo Zanchini (responsabile nazionale energia di Legambiente) che parlano di "pessimo segnale per chi ha a cuore una Toscana più sostenibile e moderna".

I due dirigenti dell'associazione ambientalista si dicono preoccupati per le motivazioni che sono alla base della bocciatura dei quattro impianti eolici e il futuro delle fonti rinnovabili nella Regione: "Il mancato recepimento delle Linee Guida nazionali sulle fonti rinnovabili rischia di produrre uno stop all’eolico in Toscana, lasciando una discrezionalità di decisione enorme nella procedura e di subire le pressioni dei soliti Don Chisciotte". Legambiente sostiene che i no "evidenziano un contrarietà pregiudiziale nei confronti degli impianti eolici".

Immediata la replica della Regione che con l'assessore all'ambiente e all'energia Anna Rita Bramerini, respinge al mittente le accuse che arrivano dagli ambientalisti: "La Regione non è affatto contraria all'energia eolica come sostenuto da Legambiente e dai Verdi. A dimostrarlo ci sono i numeri: in Toscana ci sono installati impianti per 44,8MW e ce ne sono di autorizzati per altri 104,4MW. Se tutti quelli autorizzati fossero realizzati potremmo contare già su una potenza installata di circa 150 MW.  Oggi però devono ancora partire i lavori per quattro impianti che hanno già ricevuto l'autorizzazione. Se c'è tanta voglia in investire nell'eolico, come mai si attende tanto per la realizzazione degli impianti?".

La Bramerini afferma inoltre che la Regione sta lavorando "al recepimento delle linee guida nazionali" che daranno "maggiori indicazioni e potranno aiutare sia gli uffici che gli enti e le imprese ad orientarsi meglio rispetto alle aree più idonee dove collocare gli impianti".