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Eolico americano: dopo il boom arriva il collasso

Gli Stati Uniti d’America, il secondo produttore mondiale di energia eolica, dietro la Cina, rischiano di soccombere a causa della crisi economica, e per l’incertezza derivante dalla possibile nomina alla Casa Bianca del nuovo presidente.


E’ questa la situazione degli States, in cui le imprese che fino ad ora detengono il mercato principale dell’eolico, stanno iniziando a delocalizzare ed a tagliare posti di lavoro, se gli incentivi promossi dal governo, che scadranno quest’anno, non verranno rinnovati.


Il candidato Romney ha infatti ribadito da sempre una polita anti-incentivi, ed una sua possibile nomina al potere della Casa Bianca, segnerebbe il tracollo dell’eolico statunitense, che fino a quest’anno ha segnato incredibili record mondiali.


Cosa succederà? Gli scenari sono diversi, ma una cosa è certa: il taglio degli incentivi farà restare indietro il paese contro la continua concorrenza mondiale, porterà alla perdita di numerosi posti di lavoro e soprattutto manderà in default numerose aziende internazionali che hanno investito tutto negli States, come la danese Vestas.


Nonostante i risultati ottenuti a molti i conti non quadrano ed il mercato delle rinnovabili rischia di collassare, proprio dove in teoria potrebbe avere il sopravvento, una volta che le fonti fossili verranno accantonate.