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Energie rinnovabili: nasce la batteria ad acqua salata

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E' un dato di fatto, i dispositivi e gli strumenti di uso quotidiano, come pc, tablet, elettrodomestici, eccetera aumentano sempre di più, negli ambiti privati e lavorativi ma per contro, l'energia necessaria a far fronte alle richieste, scarseggia sempre di più!
Una questione non da poco, specie considerando che non solo manca energia, ma soprattutto che esiste un problema di reperimento delle risorse di energia, che ormai da anni, gli esperti, hanno rilevato essere in via di esaurimento.
Una problematica che vede da molto tempo gli esperti, impegnati nella risoluzione del problema, onde non solo alimentare tutti gli strumenti ed i dispositivi elettronici, ma anche ideare soluzioni onde gestire al meglio le risorse, risparmiando energia e rintracciare inoltre nuove potenziali fonti di energia rinnovabile.
Ricercatori tra i quali, una start-up formata da due professori dell’Università di Stanford negli Stati Uniti, ossia Steven Chu, fisico, premio Nobel ed ex segretario di Energia degli Stati Uniti ed il professore Yi Cui, che hanno avviato un progetto di sperimentazione di fonti alternative di energia, per realizzare una batteria ad acqua salata, alimentata cioè attraverso un elemento presente in natura, la cui quantità – rispetto ad altre - non è a rischio esaurimento!
Un nuovo progetto in grado di migliorare la salute del pianeta, che negli stati Uniti ha visto l'avvio alla sperimentazione dell' Aquion, di Pittisburg, con fondi per 55 milioni di dollari, tra i cui investitori,  oltre alle strutture universitarie vede niente poco di meno che Bill Gates!
Un progetto reso possibile dalla Hybrid Ion (AHI ™), la batteria ad acqua che - come dicevamo poc'anzi - si basa su un processo chimico brevettato, che sfrutta le energie rinnovabili, utilizzando tecniche di produzione per così dire “low-cost” ma che vantano efficienti risultati e potenzialità elevate, tanto da poter essere utilizzata come fonte di energia non solo per il funzionamento di un’abitazione ma addirittura per intere realtà cittadine!
Risultati possibili grazie ai materiali utilizzati nella creazione della batteria, tra cui elettrodi di silicio, un materiale in grado di immagazzinare 10 volte più litio del carbonio, che va detto però avere un problema quanto ad espansione fisica, motivo per cui gli scienziati, stanno già rivolgendo la loro attenzione altrove ed in particolare all’uso di nanotecnologie, come ha spiegato in un'intervista a "The Atlantic", Steven Chu:
“Esistono già vari esempi di potenziali usi di tali batterie, fra cui le macchine elettriche” quindi ha spiegato “Tali tecnologie permetterebbero di guidare con una maggiore, quasi doppia, densità di energia a prezzo ridotto 200 dollari a kilowatt.” ed ha continuato "Questo é possibile grazie ai materiali che vengono usati nella creazione di tali strumenti, fra cui elettrodi di silicio, un materiale in grado di immagazzinare 10 volte più litio del carbonio, utilizzato nella tecnologia esistente." ed è quindi giunto all'annosa questione "Il problema del silicio è l’espansione: il silicio ha una notevole espansione fisica e pertanto rischia di rompersi".

(Fonte: forexinfo.it)