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Energie rinnovabili: investimenti in calo nel mondo

Le energie rinnovabili sono in declino? E' quanto emerge da una ricerca a livello mondiale che parla di un un calo di investimenti dell'11% rispetto all'anno scorso. La ricerca è stata commissionata dall'agenzia di Bloomberg. Tali rilevazioni seguono ad alcune critiche rivolte al settore, secondo le quali le energie rinnovabili sarebbero addirittura in via di estinzione.

Michael Liebreich, chief executive di Bloomberg, ha però smentito queste cassandre dichiarando: "I rumours sulla morte degli investimenti nelle energie pulite sono francamente esagerati. Il rallentamento è dovuto più che altro alle incertezze normative, alla coda della crisi fiscale in Europa e allo sviluppo tecnologico dei pannelli solari che ha portato il prezzo dei moduli a scendere fino al 24% nel corso del 2012".

Ciò non toglie che comunque il calo di investimenti dell'11% al livello mondiale segni una pesante battuta d'arresto. Soprattutto se si considera il fatto che in alcuni paesi europei il calo è assai più consistente. In Italia, in particolare, si registra un vero e proprio crollo di investimenti (-50%).

A soffrire sono attualmente tutte le fonti rinnovabili, eccetto il mini-idro che addirittura gode di un consistente incremento (+17%).

Quali sono le cause di questo arresto globale? Innanzitutto, una accresciuta incertezza normativa, derivata dall'aumento della complessità del settore e dalla difficoltà delle legislazioni nazionali ad aggiornarsi regolarmente. Ha contribuito anche la fine di una certa politica accondiscendente nei confronti degli investimenti, da alcuni considerata persino troppo generosa. Infine, la discesa dei prezzi dei pannelli solari (gran parte delle rinnovabili deriva da loro) che ha causato l'entrata - dirompente - della Cina, che ora occupa metà del mercato. Insomma, il mercato è ora meno diversificato e ciò non giova agli investimenti.