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Energia, per le imprese italiane è carissima. Parola di Cgia di Mestre

Energia Cgia imprese

Qualche giorno fa l'allarme di Bankitalia aveva puntato i riflettori sulla vera causa delle difficoltà delle piccole e medie imprese: la pressione fiscale. A dipingere un quadro fosco della situazione, sempre in relazione con l'argomento "costi", è la Cgia di Mestre, e precisamente dall'Ufficio Studi che rivela: "Per le imprese italiane la bolletta dell'energia è assai più cara che altrove".

Il confronto con l'Europa. Le imprese italiane pagano in media 198 euro per 1000 kwH. Un tributo superiore a quello di tutti i paesi europei. Solo Cipro fa peggio. A far lievitare i costi sono soprattutto le tasse. In Italia, la bolletta dell'energia è costituita per il 27% da tasse. In questo caso ci piazziamo secondo dietro alla Germania (32%). In senso assoluto, si pagano in tasse, in media, 55 euro ogni 1000 kwH. Brutto capitolo anche quello alla forbice tra "pesci piccoli e pesci grossi". Le piccole imprese, in Italia, pagano il 60% in più rispetto alle imprese grandi. Un differenziale peggiore è stato registrato solo in Grecia (82%).

I numeri acquisiscono una particolare rilevanza se si va a guardare il reale peso delle piccole imprese italiane, che poi sono - come si è visto - le vittime designate del costo elevato dell'energia. In Italia, il 99% delle aziende (è un dato reale non un'esagerazione) è formato da piccole e medie imprese. Il 67% degli occupati nel settore privato lavora in una piccola o media impresa.

Come si spiega il costo elevato dell'energia? Negli ultimi anni è stato registrato un grosso aumento, +137% dal 2009 al 2012, spiegabile in larga misura con l'esplosione degli incentivi sulle rinnovabili, rappresentate nella bollette sia delle imprese che dei privati. Il gettito per gli incentivi è passato da 3 miliardi del 2009 ai 10 miliardi del 2012. Si stima che entro dicembre del 2014 il gettito sarà di 14 miliardi.