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Energia, Legambiente: 5 miliardi subito se fermiamo le fonti fossili

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Legambiente è certa che "dandoci un taglio" con le fonti fossili si possano ricavare 5 miliardi di euro. Una cifra enorme, che in parte risolverebbe i problemi più stringenti dell'agenda politica ed economica dell'Italia, come l'aumento dell'Iva e l'abolizione dell'Imu sulla prima casa.

E' quanto emerge da una lettera inviata dall'Autorità per l'Energia da Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente. "I miliardi" ci sono e secondo il dirigente dell'organizzazione ambientalista più famosa d'Italia vanno rintracciato così: "Abbiamo individuato oltre 5 miliardi di euro tra sussidi alle fonti fossili, oneri impropri, sconti in bolletta ai grandi consumatori di energia elettrica, dove si puo' intervenire subito".

Il problema, secondo Cogliati Dezza, è stringente soprattutto alla luce di quanto accaduto nell'ultimo anno. Le lobby delle fonti tradizionali avrebbero fatto pressione al Governo per scoraggiare l'utilizzo delle rinnovabili. Non a casa gli incentivi sono stati tagliati del 50%, sostanziando un crollo della produzione di energia rinnovabili del 28%. "'E' assurdo e ingiusto che vengano cancellati gli incentivi per il solare alle famiglie e per la sostituzione dei tetti in amianto" scrive.

Una delle tante conseguenze delle scelte del Governo (nella fattispecie quello precedente di Monti e dei tecnici) è l'impossibilità per i soggetti che non godono di un reddito sufficiente di accedere alle tecnologie dell'energia rinnovabile. La nuova detrazione prevista, infatti, è attivabile solo in caso di reddito da cui detrarre. Un intervento all'insegna dell'ingiustizia sociale, dunque, visto che toglie alle famiglie meno agiate una concreta possibilità di risparmio.

La soluzione, secondo Cogliati Dezza, è incoraggiare l'autoproduzione di energia solare e termica, "ma per realizzare questo cambiamento occorre un intervento normativo da parte dell'Autorita', che renda possibile il superamento di barriere e divieti oggi anacronistici che favoriscono solo centrali vecchie e inquinanti'".