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Energia, Italia prima per incentivi alle rinnovabili

L'Italia svetta per i finanziamenti alle rinnovabili mentre è in ritardo nella ricercaUna dato inatteso arriva da un'indagine sull'innovazione energetica preparata dall'Istituto per la competitività (I-Com) di Roma in vista del Festival dell'Energia di Firenze in programma per il prossimo 23 settembre: l'Italia è la prima nazione europea nei finanziamenti alle energie rinnovabili ma l'ultima per investimenti nella ricerca nel settore, un risultato contraddittorio che però non sorprende visto che l'unico centro di ricerca italiano per l'energia, l'Enea, è commissariato da oltre un anno. Il dato degli incentivi per le rinnovabili trova conferma in un altro risultato, quello arrivato dal rapporto 2010 sugli investimenti in energia rinnovabile nei Paesi del G-20 presentato da Pew Charitable Trusts che nella classifica della capacità di attirare investimenti privati nel settore delle rinnovabili vede l'Italia al quarto posto dietro a Cina, Germania e Stati Uniti.

Altro dato che arriva dall'indagine condotta dal I-com fa riferimento alla presentazione di brevetti: anche in questo caso l'Italia è nelle ultime posizioni per numero di domande effettuate nel 2010 all'European Patent Office. Il confronto con le nazioni che guidano questa classifica è impietoso: la Corea del Sud, che è seconda solo agli Stati Uniti, ne ha ben 1.175 mentre non arriviamo neanche a 100 fermandoci ad un misero 95 domande di brevetti. E anche se si considerano le nazioni europee non facciamo bella figura: le nostre 95 richieste sono un decimo di quelle della Germania, meno di un terzo della Francia e inferiori anche a quelle provenienti dalla Spagna.

Andando ad analizzare con attenzione i dati si nota come il nostro paese eccelle per pubblicazioni ma trova difficoltà nel passaggio dal teorico al concreto: gli studi pubblicati su riviste scientifiche dei nostri ricercatori non sono molto distanti da quelle delle nazioni più in vista, ma la stessa cosa non accade, come detto, nei brevetti dove siamo molto indietro. Ad esempio ci sono state 16 pubblicazioni sulle tecnologie fotovoltaiche italiane, un terzo rispetto a quelle statunitensi: un rapporto decisamente più equilibrato rispetto a quello dei brevetti. Settore molto seguito in Italia è quello della geotermia, nel quale primeggiano per quanto riguarda le indagini.