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Energia, giù richiesta petrolio: salgono le rinnovabili

Le previsioni dell'Unione Petrolifera evidenziano una riduzione del peso del petrolio con un aumento dell'energie rinnovabiliScende la richiesta del petrolio, salgono gas e rinnovabili: è questo il dato che esce fuori dalle "Previsioni di domanda energetica e petrolifera italiana 2011-2025" realizzate a cura dell'Ufficio Rivelazioni e Analisi dell'Unione Petrolifera. Il rapporto mostra come la crescita della domanda di energia in Italia si attesterà sul % nel 2015 e sul 10% nel 2025, confermando poi la diminuzione della richiesta di petrolio. I dati, secondo quanto affermano gli estensori del rapporto, risentono della crisi economica che ancora affligge l'Italia e l'Europa, soprattutto per quanto riguarda la rivisitazione al ribasso dei tassi di crescita.

I dati mostrano come le rinnovabili continuino nella loro crescita, con il fotovoltaico che guida il settore raggiungendo in netto anticipo gli obiettivi fissati per il 2020 dal Piano di azione nazionale, mentre il trend generale è in linea di massima simile a quello dell'edizione precedente. Entrando nel dettaglio si evidenzia una riduzione del petrolio che, secondo le stime, passerà dal 40% al 37,8% nel 2015 e al 34,3% nel 2015; la diminuzione della richiesta del petrolio sarà compensata dall'aumento del gas che diventerà la principale fonte di energia del paese, arrivando a coprire oltre il 40% del fabbisogno nazionale. In crescita, come detto, anche le rinnovabili che nel lustro 2020-2025 dovrebbero raggiungere il 14,4% del fabbisogno energetico nazionale, salendo di oltre 4 punti percentuale rispetto al 10% attuale.

Variazioni in corso anche per quanto riguarda l'utilizzo dei carburanti: le previsioni dell'Unione Petrolifera evidenziano un minor peso della benzina, con un aumento invece del gasolio, che dovrebbe attestarsi sopra il 50% entro il 2025. Cambiamenti quindi che andranno avanti e incideranno nel lungo periodo con lo sviluppo delle energie rinnovabili e la riduzione del peso del petrolio: dati che se confermati porteranno anche ad una diminuzione delle emissioni di anidride carbonica. Una riduzione che però potrebbe anche non bastare: secondo le stime, infatti, nel 2020 le emissioni di CO2 saranno ancora il 3% in più rispetto ai livelli fatti registrare nel 1990.