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Energia dall'anguilla? In Francia si può

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In questi anni ne stiamo vedendo di tutti i colari, quando si tratta di rintracciare fonti "originali" di energia. Ultima, in ordine di tempo, le alghe marine. Eppure Eel Energy, società francese, ha stupito tutti e ha proclamato la possibilità di ricavare energia... Dall'anguilla.

Si tratta in verita in veritò di un gioco di parole. Eel assomiglia, come termine, alla parola che in inglese viene utilizzata per indicare le anguille. L'anguilla con cui ha a che fare la società francese non è un anguilla vera, piuttosto un'anguilla "metallica", o per meglio dire un macchinario che nella forma e nel comportamento ricorda la famosa specie marina.

L'intenzione è quello di ricavare energia dai moti sottomarini. In genere si è sempre scelta la "via delle eliche". Proprio loro, attualmente, rappresentano lo strumento per trasformare i movimento al di sotto del pelo dell'acqua in energia. Eel Energy ha deciso di cambiare registro e ha prodotto una sorta di pannello "snodabile" che viene scosso dai movimenti dell'acqua. Un macchinario, questo, che richiama alla mente un'anguilla, appunto, ma anche una sorta di sdraio molto pieghevole. E' composta interamente da un materiale leggerissimo, il caucciù.

Il macchinario sarà imponente: peserò intorno alle 30 tonnellate e sarà lungo circa 16 metri. Attaccati alla superficie che da la spalle al pelo dell'acqua, verranno applicati alcuni elettrodi che hanno proprio il compito di tradurre in energia i movimenti oscillatori.

Il finanziatore di Eel Energy, Frank Sylvain, ha lodato l'efficienza "dell'anguilla". Ha dichiarato che è più leggera rispetto alle controparti tradizionali, assicura una navigazione per le imbarcazioni fino a 25 metri di profondità, non produce turbolenze. Un ettaro di fondale marino può contenere due dozzine di prototipi.

Occorrono però dei finanziamenti per sperimentare "massivamente" questa invenzione. Eel Energy è alla ricerca di 20 milioni di euro.