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Energia dal mare: il progetto di ENEA

Energia dal mare tramite un dispositivo sviluppato in Italia. La tecnologia si chiama Pewec e ha una potenza nominale di 400 kW

Energia dal mare anche in Italia, grazie al nuovo sistema sviluppato da ENEA e già presentato al pubblico. Le risorse idriche del mare, ad oggi, non sono sfruttate in modo consistente e, sebbene se ne intuiscano le potenzialità, esse presentano ancora significative limitazioni relative alle tecnologie disponibili, al margine di guadagno garantito e a una corretta gestione ambientale delle fonti. Rinnovabili e libero mercato sono i due poli che alimentano la propensione al risparmio dei cittadini. Le famiglie hanno preso a utilizzare portali come supermoney.eu per comparare le tariffe di energia elettrica e gas e individuare soluzioni più efficaci, ma il vero progresso del settore passa da uno sviluppo sistemico di tecnologie orientate alle rinnovabili. In un paesaggio come quello italiano, contraddistinto da migliaia di km di costa, produrre energia dal mare significa effettuare un significativo balzo in avanti per ciò che riguarda la green economy, anche perché non bisogna dimenticare che in Italia paghiamo le bollette più care d’Europa.

Energia dal mare col nuovo sistema low cost

Tecnologie come quella messa a punto da ENEA, che ha realizzato e presentato Pewec - Pendulum Wave Energy Converter – il sistema low cost attraverso cui produrre energia dal mare. Il dispositivo è stato concepito per rispondere al meglio alla conformazione fisica delle coste italiane, caratterizzate da onde piccole ma frequenti. Come ha puntualizzato il responsabile del laboratorio ENEA Gianmaria Sannino “questo sistema low-cost di produzione di energia dal mare è particolarmente interessante per le tante isole italiane, dove la fornitura di energia è garantita da costose e inquinanti centrali a gasolio”.

Le potenzialità di Pewec

Secondo quanto dichiarato da Sannino, è sufficiente una decina di tali dispositivi per soddisfare il fabbisogno energetico di una cittadina da 3.000 abitanti. Allo stesso tempo, tramite Pewec sarebbe possibile limitare il fenomeno dell’erosione delle rocce, poiché la forza d’urto delle onde verrebbe stemperata e utilizzata per produrre energia dal mare.

Notevoli sono i vantaggi del dispositivo: si tratta, infatti, di un sistema scarsamente invasivo a livello ambientale e anche ottico, che dipende solo in modo limitato dall’oscillazione oraria e con una variazione stagionale favorevole, poiché la sua resa risulta maggiore in inverno, quando la richiesta di energia è superiore.

Sviluppi futuri

Per ora, è in cantiere la realizzazione di un impianto da 3 MW da concretizzare entro il 2020 ma ulteriori sviluppi saranno possibili solo a patto che venga eseguita una mappatura puntuale e dettagliata delle correnti e dei moti ondosi italiani. A tal scopo, ENEA ha già realizzato l’Atlante del clima ondoso del Mediterraneo, attraverso cui sarà possibile orientare in modo più analitico gli investimenti e individuare le zone in grado di garantire la maggior resa in termini di produzione energetica.