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Effetto serra in crescita nel 2013, Wmo lancia l’allarme

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Nel 2013 l’effetto serra ha registrato il ritmo di crescita più rapido degli ultimi trent’anni. Secondo Wmo il tempo per invertire la tendenza è agli sgoccioli

Sebbene in ritardo rispetto ad altri paesi e a quanto sarebbe auspicabile, anche i consumatori italiani hanno iniziato a rendersi conto che il proprio stile di vita ha un certo impatto, perlopiù negativo, sull’ambiente che li circonda. Per limitare i danni, molti Italiani hanno iniziato ad adottare piccoli accorgimenti, come ad esempio preferire energia proveniente da fonti rinnovabili e favorire le aziende che investono in questo settore. Quando i consumatori si accingono a vagliare le offerte luce e gas disponibili, infatti, sono sempre più quelli che rinunciano ad una convenienza maggiore pur di sottoscrivere un contratto con un’azienda che si dimostri sensibile al tema dell’ecosostenibilità.

Questi accorgimenti, però, sebbene siano un buon inizio, sono ancora largamente insufficienti. Secondo la World Meteorological Organization (Wmo), infatti, il 2013 è stato l’anno con la maggiore concentrazione di CO2 e di altri gas effetto serra nell’atmosfera. A ciò si aggiunge la dichiarazione dell’Onu secondo la quale sarebbe in corso un’acidificazione degli oceani senza precedenti, limitando così il loro assorbimento di anidride carbonica.

La causa di tale fenomeno risiede ovviamente nella attività dell’uomo, in particolar modo la combustione di combustibili fossili. "Le emissioni di CO2 del passato, quelle di oggi e del futuro si accumuleranno e avranno un impatto globale sia sul surriscaldamento che sull'acidificazione degli oceani. Le leggi della fisica non sono negoziabili", ha spiegato Jarraud, segretario generale del Wmo. Ed ha anche aggiunto che il tempo per invertire la tendenza è ormai agli sgoccioli.

Nel 2013, il volume di CO2 presente nell’atmosfera è stato pari a 396 Ppm (parti per milione), registrando un aumento di circa 2,9 Ppm rispetto all’anno precedente. Si tratta della crescita più rapida da trent’anni, ovvero da quando sono state avviate delle monitorazioni affidabili della situazione a livello mondiale. Anche il livello di metano, un altro gas effetto serra, è stato oggetto di crescita negli ultimi cinque anni, sebbene più costante rispetto a quella dell’anidride carbonica. Stesso discorso per il protossido di azoto, il quale ha raggiunto il livello di 325,9 Ppm.

Secondo Jarraud, l’uomo ha ancora qualche opportunità per agire sulla situazione attuale, ma occorre fare in fretta. E il modo migliore per contribuire alla causa è informarsi sullo stato di salute del pianeta, documentarsi sugli effetti negativi del nostro stile di vita. La conoscenza costituisce infatti le fondamenta dell’azione, la quale non può avvenire senza la prima. Conclude Jarraud: "non sapere, non rendersi conto di quello che sta accadendo, non può più essere una scusa per non agire".