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Ecosistema Urbano 2012: il punto ecologico sulle città italiane

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Legambiente ha pubblicato il rapporto Ecosistema Urbano, giunto alla diciannovesima  edizione, che mette sotto i raggi X le città italiana dal punto di vista "ecologico". Come si sono comportati nell'ultimo anno i nostri centri urbani sul fronte della differenziata, del riciclo, del risparmio energetico, sulla riduzione delle emissioni? A quanto si legge, abbastanza male. In generale, la situazione del 2012 è peggiore di quella del 2011.

Ovviamente, trattadosi di una classifica, alcuni stanno meglio e alcuni stanno peggio. Le città sono state divise in piccole, medie e grandi. Tra le grandi città salgono Bologna, Genova, Venezia. Sempre tra le grandi, cede terreno (e molto) Messina. Tra le città medie crescono Trento, Bolzano, La Spezia e cala, in particolare, Reggio Calabria. Tra le piccole città Verbania, Belluno e Pordenone vanno bene, mentre va male Vibo Valentia. In generale le città del sud si sono contraddistinte per una sorte di debacle.

Si è registrata una certa omogeneità per quanto riguarda i problemi. Il più diffuso è l'inefficienza della rete idrica: circa un terzo dell'acqua si perde durante il tragitto tra l'immissione dei tubi all'utilizzo "al dettaglio". Cattive notizie anche sul fronte della depurazione. Sono salite a sei (erano cinque nel 2011) i comuni che depurano solo al 50%.

Va un po' meglio sul fronte della produzione di rifiuti. Gli italiani ne producono sempre meno, si parla di 567 kg all'anno per abitante. Cresce la differenziata, dal 31 al 37%, ma è una buona notizia solo a metà: l'obiettivo di legge era il 60%, cifra che oggi raggiungolo solo dodici città: Novara, Salerno, Trento, Pordenone, Verbania, Belluno, Oristano, Teramo, Benevento, Asti, Nuoro e Rovigo.

I comuni interessati si sono giustificati parlando di crisi economica, ma Legambiente ha lamentato un'incapacità di fare buona amministrazione che prescinde dal problema delle risorse.