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Earthship: le case costruite con terra e rifiuti

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Si chiamano Eartship ma non sono navi. Sono case, costruzioni destinate a ospitare persone. Case speciali, perché rappresentano il punto di incontro tra uomo e natura, un punto di incontro in cui ogni componente "vive" in armonia con l'altro e tutti rispettano la natura. Danno l'aria di essere costruzioni naturali, come se gli oggetti "artificiali" fossero semplicemente prodotti dalla terra. In breve, sono case costruite con terra e rifiuti.

Non è un'invenzione recente. Almeno da quattro decenni alcuni pionieri si cimentiano in queste costruzioni alternative, ma se prima ciò era appannaggio di pochi huppyes stravaganti, o di gente povera che non poteva permettersi muri di mattone, oggi le Earthship acquisiscono una loro dignità, in una prospettiva che unisce arte, architettura, rispetto per l'ambiente. C'è molto di creativo, c'è molto di ecologico.

Il primo a sdoganare le Earthship, e a chiamarle in questo modo, fu l'architetto Michael Reynolds, che sul finire degli anni Settanta creò un'abitazione con delle lattine di birra (tante lattine di birra). Semplicemente (ma semplice non vuol dire non-geniale) ha sostituito i mattoni con le lattine, e alla fine ha anche intonacato.

Da allora in poi questa futuristica versione del "costruire case" assunse connotati propri, formalizzati. Vennero riconosciute alcune caratteristiche tipiche del "prodotto", che sono così riassumibili:

- Produzione di energia tramite impianti eolici e fotovoltaici.

- Riscaldamento e raffrescamento termico

- Raccolata dell'acqua

- Trattamento delle acque reflue

- Produzione di cibo

Insomma, le Earthship sono abitazioni totalmente autosufficienti. Particolare il passaggio che riguarda la produzione di cibo. E' contemplata, infatti, la presenza di piccole serre da "sussistenza", irrigate con le acque grigie trattate, in modo che non si dispergano importanti risorse e potenzialmente produttive.

Le Earthship hanno conquistato una certa fama dopo il maremoto in Indonesia nel 2004. Reynolds, infatti, si rese conto che esse potevano fungere da soluzione tempestiva alla perdita dell'abitazione da parte degli sfollati.