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Differenziata Sicilia: scarsa ma in miglioramento, il caso di Trapani

Differenziata TrapaniLa Sicilia ha intrapreso il suo cammino verso la differenziata. Sarà arduo, anche perché l'isola deve scontare un ritardo consistente nei confronti delle regioni più virtuose, e le percentuali sono ancora piuttosto basse e grandemente al di sotto della media nazionale, ma è innegabile: ci sono segnali positivi. Alcuni di questi sono lanciati da Trapani. La città siciliana ha fatto registrare nell'ultimo anno una percentuale di rifiuti differenziati del 16,91%. Troppo poco, certo, quasi 20 punti al di sotto della media italiana. Il dato acquisisce un suo peso specifico se confrontato a quello dell'anno precedente: 13,83%. Si parla di 100 tonnellate in più di rifiuti differenziati in un anno, e infatti si è giunti a 700, contro i 600 dell'anno precedente.

Numeri, questi, che fanno ben sperare ma che non rappresentano a pieno le potenzialità della cittadinanza trapanese. La differenziata, attualmente, viene condotta con metodi alternativi al porta a porta che, di contro, si sta rivelando altrove l'unico sistema che permette di puntare all'eccellenza. I trapanesi, dunque, differenziano conferendo le loro "buste colorate" nelle campane che via via stanno sostituendo i cassonetti. Conferiscono i rifiuti anche in alcuni centri di raccolta sparsi per il territorio comunale, il più importante dei quali è sito sul corso Dante Alighieri.

Il sindaco Vito Damiano è intenzionato a migliorare le performances sul fronte della differenziata agitando la leva sanzionatori. Punire chi differenzia male, premiare chi differenzia bene: "Pur nelle ristrettezze economiche in cui oggi tutti gli Enti Locali si muovono, ritengo che il consiglio comunale, da sempre sensibile alle problematiche ambientali, vorrà premiare chi effettua correttamente la raccolta differenziata". E intanto, si pensa anche a sperimentare entro qualche mese il metodo del porta a porta.