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Differenziata: secondo l'assessore a Salerno si può fare di più

Differenziata a SalernoSalerno potrebbe fare di meglio sul fronte della raccolta differenziata. E' quanto emerge dalle dichiarazioni dell'assessore all'Ambiente Tonia Lanzetta. Eppure, i dati sulla differenziata del comune salernitano sono ottimi, ben al di sopra della media nazionale e in linea con le amministrazioni più virtuose del nord Italia. In particolare, la percentuale di rifiuti differenziati nel territorio di Salerno raggiunge in media il 68% (la media nazionale è di poco superiore al 30).

Cosa c'è che non va nella differenziata a Salerno? Secondo Lanzetta il problema risiede nell'eterogeneità del trattamento da una zona e l'altra della città. Nella periferia la situazione è ottimale, nel centro assolutamente no. Nel dettaglio, la zona  che soffre di più è quella che l'azienda di smaltimento SETA. indica con l'appellativo di Area 3.

L'assessore rintraccia così la causa di questo scarso risultato: "A penalizzare la percentuale di differenziata in centro è stato l'errato utilizzo delle isole ecologiche a scomparsa: non sono mai entrate pienamente in funzione, piuttosto sono state troppe volte oggetto dei vandali".

La SETA, come ricorda Lanzetta, è in via di liquidazione, dunque per adesso non si può intervenire agilmente. L'assessore pone però l'accento sulla necessità di trovare una ditta che consideri l'allineamento periferia-centro come una priorità. I tempi, a riguardo, saranno brevi e non copriranno più di dieci giorni.

Ci sono, ad ogni modo, motivi per sorridere e sono tutti rintracciabili nella situazione - eccellente - della periferia. In particolare, soddisfa la zona che va dalla periferia rurale fino al rione Casolla. Anzi, proprio queste zone hanno fatto sì che Legambiente assegnasse all'intero comune l'appellativo di "Comune Riciclone".