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Differenziata: Roma, i cassonetti non vanno bene

La raccolta differenziata a Roma stenta a decollare. Non solo per le pastoie burocratiche e per le inefficienze amministrative, per gli sprechi e per le negligenze. Ad ostacolare la differenziata romana vi sono anche piccoli inconvenienti a metà strada tra il tragico e il comico. Di recente, è spuntato l'allarme cassonetti. A lanciarlo è stato un cittadino del IV Municipio con una lettera pubblicata in alcuni network locali.

Il IV Municipio è una delle più importanti circoscrizioni romane. Da lì è partita la sperimentazione di un progetto che alla differenziata "normale" accompagna la differenziata porta a porta.

Il cittadina denuncia dei cassonetti non a norma. Il problema è il seguente: i sacchetti dati in dotazione per la raccolta della plastica sono troppo grandi e, se riempiti, non entrano nell'apposito spazio del cassonetti destinato alla plastica. L'unica soluzione, continua il cittadino, è quella si svuotare manualmente i sacchetti, sebbene sia "un'operazione certamente non possibile e non piacevole da vedere e da fare". Il risultato è che i sacchetti della plastica vengono regolarmente gettati nei cassonetti grigi, quelli adibiti ai rifiuti indifferenziati. Insomma, la raccolta differenziata viene così vanificata.

Nella lettera del cittadino si legge anche una nota di biasimo - del tutto comprensibile - nei confronti dell'amministrazione e degli enti preposti alla gestione e all'organizzazione della differenziata: "E' quindi inutile avviare una raccolta differenziata se poi non si hanno gli strumenti necessari perchè questa possa essere fatta con criterio e semplicità. Bei siti, buoni propositi , suoni di trombe, ma poi in pratica non si riesce a decollare".

E pensare che il presidente di Ama, Benvenuti, e il minisindaco del IV Municipio, Bonelli, avevano già cantato vittoria, parlando - poi smentiti da un consigliere Pd - di risultati strabilianti e al di sopra delle aspettative.