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Differenziata: risultati indecenti a Catania

Rifiuti a CataniaCatania si pone come una delle città peggio attrezzate d'Italia sul fronte della differenziata. La percentuale di rifiuti differenziati è davvero basso  e questo nonostante alcuni investimenti messi in moto dall'amministrazione comunale. L'accusa è stata lanciata dall'associazione Cittainsieme e ha trovato spazio in numerosi network locali.

La percentuale di rifiuti differenziati si attesta a Catania intorno al 12%. Per dare la giusta dimensione del flop, basti pensare che la media nazionale è del 35%, mentre gli obiettivi imposti dall'Unione Europea prevedono quota 65%.

I dato è riferito al 2012 e rivela un sostanziale immobilismo. Nel 2011, infatti, la differenziata non superava l'8%, un numero simile al 12 attuale.

Cittansieme, associazione fondata dal parroco Salvatore Rocca, ha di recente criticato la giunta Stancanelli non solo per i cattivi risultati, ma anche per il menefreghismo dimostrato in occasione degli incontri con l'associazione. Due anni fa, infatti, Cittainsieme offrì al sindaco una documentazione che dimostrava l'inefficienza del metodo "cassonetto", in funzione da lì a pochi mesi. Una previsione rivelatasi poi vera. La giunta, inoltre, ha ostacolato con tutti i mezzi possibili la diffusione dei dati. Rocambolesco il mondo in cui sono stati ricavati: "Avevamo fatto richiesta di accesso ai dati di raccolta differenziata per l’anno 2012, al fine di verificare se, ad un anno di distanza, qualcosa in meglio fosse cambiato. Silenzio. A distanza di due mesi nessuna comunicazione è pervenuta in risposta alla nostra istanza. Siamo riusciti comunque ad entrare in possesso dei dati e nessuna notizia confortante è emersa dalla loro lettura. Anzi. La percentuale è ferma all’8% relativamente alla parte di territorio direttamente gestita dal Comune, mentre si attesta al 14% la parte gestita in appalto dalle ditte IPI-OIKOS. La media si aggira quindi intorno al 12%.".

La preoccupazione di Cittàinsieme è ora rivolta alla Tares, la nuova tassa sui rifiuti che entrerà in vigore a luglio e che minaccia di penalizzare - con l'aumento della pressione fiscale - i Comuni inadempienti.