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Differenziata: Raee italiani in discussione a Bruxelles

Rifiuti Raee

 

Il sistema di riciclo dei Raee italiani è attualmente in discussione a Bruxelles. L'Unione Europea è chiamata a esprimere un parere circa le capacità del Bel Paese di smaltire i rifiuti elettronici e immetterli di nuovo nel ciclo produttivo. Fonte di giudizio sarà il workshop "Come possiamo raggiungere i nuovi target di raccolta?" organizzato da Ecodom e da WWE Forum, che sono i consorzi dedicati allo smaltimento e al riciclo dei Raee rispettivamente d'Italia e d'Europa.

L'Italia non è messa benissimo. I cittadini della Penisola producano in media 16,3 kg di rifiuti elettronici all'anno. Peccato che ne vengano differenziati solo 4. Il resto, dunque, praticamente il 75%, va in discarica anziché negli impianti adeguati, noti come "Sistemi Collettivi istituiti dai Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche".

La colpa non è solo degli amministratori, ma anche dei cittadini. E' emerso, infatti, che ogni persona tiene a casa circa 20 kg di rifiuti Raee. Una cosa inspiegabile, visto che tali oggetti elettronici non funzionano più, eppure rimangono nelle case "a marcire". Un altro comportamento negativo è il conferimento dei Raee in "luoghi" dedicati ad altri materiali, come cassonetti/sacchetti di alluminio o plastica.

Dall'esito del workshop dipenderà la sostanza e la forma della nuova direttiva Ue sui Raee in Italia.Filippo Barnocchi , delegato Anci, a tal proposito ha dichiarato:"La nuova Direttiva Europea sui RAEE rappresenta una sfida importantissima, che mette in gioco il nostro relativamente giovane sistema di gestione dei rifiuti elettronici, ma che, d'altro canto, può determinare ricadute molto positive, in termini sia occupazionali che ambientali. I Comuni faranno sicuramente la loro parte anche nel nuovo scenario, ma dobbiamo cogliere questa occasione per superare il gap informativo, infrastrutturale e amministrativo dell'Italia rispetto agli altri Paesi".