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Differenziata: lo strano caso di Policoro

La differenziata in Italia procede, certo lenta ma inesorabile. A zone di eccellenza si alternano zone dove la differenziata fatica a imporsi, dove cresce molto lentamente. Ma proprio questo è il leitmotiv: questo importante mezzo di ottimizzazione delle risorse e di protezione ambientale vede aumentare la propria diffusione. Un caso, però, smentisce questa tendenza: Policoro, amena cittadina della Basilicata, famosa per il turismo balneare.

A Policoro, c'è da dire, la differenziata è attualmente in linea con la media italiana: 36% (la media d'Italia è 35). Numeri che, appartenendo a una zona del meridione, rendono comunque onore al comune lucano. Infatti, eccetto che per alcuni comuni campani e calabresi, la differenziata da Roma in giù stenta a decollare.

Il problema di Policoro non sta nella percentuale di rifiuti differenziati, come già detto "meritevole di rispetto", ma nella scandalosa tendenza alla decrescita. Caso più unico che raro, certamente unico nella nostra Penisola, a Policoro la differenziata anziché migliorare  peggiore, per giunta vistosamente. Tre mesi fa, infatti, verso il finire dell'estate, è stato registrato un valore del 50%. Come ha fatto, in soli due mesi, a scendere di 14 punti percentuali?

Non se lo spiegano nemmeno le forze d'opposizione del panorama politico policarese. Il tutto viene ricondotto ad una generale cattiva amministrazione. Le lamente, quelle sì, ci sono. Quella più diretta proviene dal consigliere comunale Labriola, in forza al Partito Democratico. I suoi toni sono accesi, quasi drammatici: "Il dramma è che non si intravede la luce e che i tanti proclami a piu’ voci hanno segnato il passo a un silenzio che fa male alla nostra città. Siamo ormai a febbraio e fra due mesi circa è Pasqua, entriamo di fatto nella stagione turistica e se pensiamo di poterla vivere con la vergognosa raccolta differenziata della stagione scorsa, siamo fritti".