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Differenziata: in Sicilia, obiettivi nazionali raggiungibili in cent'anni...forse!

Differenziata in Sicilia

La Sicilia, sul fronte della raccolta differenziata, si impone come fanalino di coda tra tutte le regioni d'Italia. Il suo trend non è per nulla positivo, come d'altronde quello del meridione in generale. La media nazionale della raccolta differenziata è del 35,3%, ma su questo dato pesano i risultati negativi delle regioni del sud. Al settentrione la media è del 50%, vicino all'obiettivo nazionale del 60, mentre del centro è del 27% mentre al sud del 21%. La Sicilia fa addirittura peggio, e fa registrare un desolante 7%. Le prospettive non sono buone. La differenziata siciliana ha il tasso di crescita più basso in Italia (+o,5%).

Il giornale online Blog Sicilia utilizza l'arma dell'ironia per denunciare questa triste situazione. Secondo la testata, infatti, è sufficiente fare due calcoli: di questo passo, gli obiettivi circa la differenziata verranno raggiungi, in Sicilia, solamente nel 2128, dunque fra più di cent'anni.

Il blog rintraccia le colpe in una gestione amministrativa che ha del pessimo. Innanzitutto, determinante si è rivelata la proliferazione delle aziende di smaltimento, le cosiddette ATO, che in Sicilia sfiorano la trentina. Ogni aziende copre solo 70mila abitanti, quando invece la proporzione adatta è di 300mila abitanti per ogni ATO.

Le metodiche, inoltre, si rivelano obsolete e "vecchie". Praticamente identiche a quelle in uso prima del 1997, ossia prima della normativa per la raccolta differenziata varata dal governo nazionale l'anno successivo. E dunque: raccolta, spazzamento, conferimento in discarica.

L'ultima interrogazione parlamentare a riguardo, datata ottobre 2010, non faceva mistero del problema rifiuti in Sicilia: "Attualmente in Sicilia il ciclo dei rifiuti può, più realisticamente, essere definito un “non ciclo”, in quanto i rifiuti vengono conferiti in discarica e vi sono percentuali di RD bassissime in quasi tutti i comuni siciliani".