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Differenziata in Italia al 35,53% secondo l'ultimo rapporto Anci-Conai

L’ultimo rapporto Anci-Conai fotografa l’Italia dal punto di vista della raccolta differenziata. Come si è comportato il Bel Paese nell’ultimo anno? A che livello è? Ci sono motivi di soddisfazione?

A giudicare dai numeri, abbastanza… ma non troppo. La percentuale di raccolta differenziata in Italia, mediamente, supera il 35%. Ciononostante siamo di fronte ad un paese a due velocità: quella di un nord che macina obiettivi e quella di un sud che, eccetto alcune eccellenze, arranca pesantemente.

Per la precisione, in Italia la percentuale di raccolta differenziata si attesta al 35,53%. Questa cifra corrisponde a circa 9.959 mila tonnellate di rifiuti differenziati nell’ultimo anno. In media, ogni italiano ha differenziato, nello stesso periodo di tempo, circa 186 kg di rifiuti, il 5% rispetto all’anno precedente.

Numeri tutto sommato buoni, ma che sono il risultato, come anticipato qualche riga sopra, di una situazione spiccatamente eterogenea. Il primato spetta generalmente al nord-est: Venezia  e dintorni fa registrare il 59,61% di differenziata (49,10 % l’anno prima). Il secondo posto è invece appannaggio del nord-ovest con una percentuale del 45,64 (12 mesi fa era del 42,32). Va male il centro-sud, generalmente sotto la media. Il Centro viaggia sul 28,72% contro il precedente 26%. Il sud (e le isole) ha fatto registrate un 22,18% (l’anno prima era 18,76).

Il risultato pone l’Italia di poco sotto gli obiettivi europei, che sono del 45%. Ad ogni modo, sono ben 9 le regioni che superano non solo questa soglia ma anche quella del 50%. La situazione generale, però, come si è detto, è compromessa dai cattivi risultati delle regioni del sud e delle isole.

Il sottosegretario all'Ambiente Tullio Fanelli, ad ogni modo, ha sottolineato gli aspetti positivi del rapporto Anci-Conai: "Quello del riciclo è uno dei pochi settori in cui in questo momento si possono scorgere occasioni di sviluppo. Negli scorsi decenni è stato trascurato ma ora, anche se sotto lo spauracchio delle direttive Ue, può essere utile al Paese".