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Differenziata: il tessile ha finalmente le sue linee guide

Differenziata tessileIl tessile è uno dei settori che la differenziata, almeno in Italia, a malapena sfiora. La situazione in tutta Europa è precaria e arretrata rispetto agli altri materiali. Il Bel Paese, però, si distingue per i risultati negativi. La media di rifiuti tessili raccolti e differenziati per i paesi dell'Unione Europea è di 4 kg per capita all'anno. In Germania si arriva persino a 7 kg. Gli italiani, invece, raccolgono e differenziano solo 2 kg di rifiuti tessili all'anno.

Qual è il motivo di questo risultato negativo? Apparentemente è inspiegabile, visto che la differenziata tessile in alcune zone d'Italia sarebbe un'attività veramente produttive. Un motivo importante risiede nella mancanza di linee guida sull'argomento. Almeno fino a questo momento. E' recente, infatti, la notizia secondo cui due enti protagonisti della scena italiana, Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Conau (Consorzio Nazionale Abiti e Accessori Usati) hanno siglato un accordo e hanno prodotto un documento che segna, finalmente, le tappe e le modalità attraverso cui la differenziata del tessile verrà eseguita nei prossimi anni.

Gli obiettivi sono ambiziosi ma allo stesso tempo realistici. Si parla dell'aumento, entro due anni, del volume di rifiuti tessili differenziati fino a raggiungere il livello di 4 kg all'anno per capita (così si raggiungerebbe la media europea). In termini assoluti, si parla di 240mila tonnellate all'anno, una cifra non indifferente.

Il documento-linee guida è stato è tutt'ora scaricabile del sito dell'Anci. Esso, tra le altre cose, parla dele specifiche sulle caratteristiche del servizio, dei requisiti di ammissione per gli appaltatori e dei criteri di aggiudicazione degli appalti.