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Raccolta Differenziata: Il caso di Frosinone

Frosinone

Frosinone non vive un bel periodo per quanto riguarda la raccolta differenziata. La percentuale di rifiuti differenziati si attesta attualmente al 18%. La Giunta, però, ha deciso di fare sul serio. L'obiettivo, dichiarato di recente, è ambizioso: la conquista dell'80% in un anno. Un risultato del genere porrebbe il Comune ciociaro nel gota delle città ricicloni, visto che la media nazionale è del 35% e gli obiettivi stabiliti per legge - mancati inequivocabilmente - prevedono il 60%.

Come pensa l'amministrazione frosinate di passare da una differenziata scarsa all'eccellenza? Il sindaco Nicola Ottaviani ha in mente un piano ben definito. Esso prevede l'ottimizzazione del porta a porta e l'estensione delle aree coperte. In particolare: "Il nuovo appalto che realizzeremo entro sei mesi dovrà prevedere un'estensione del porta a porta in quasi tutta la città oltre che l'istituzione di quattro cinque/zone a cassonetti a scomparsa e di due isole ecologiche che premieranno chi deposita i rifiuti in questo modo attraverso delle schede magnetiche. Da qui partirà una sorta di raccolta punti o di crediti che i cittadini potranno scalare dalla Tarsu o da altre tasse comunali come l'Imu. In questo modo tutti saranno incentivati a comportarsi in maniera più ambientalista".

Per il resto, il sindaco Ottaviani intende utilizzare gli strumenti tipici della differenziata. Cassonetti della differenziata, micro-bidoni fuori dai condomini, buste colorate e così via. Frosinone ha però un problema che altrove non è affrontato o, almeno, non è poi così presente: il randagismo. Il pericolo è quindi "l'invasione" di cani e gatti che andrebbero a rovistare nei sacchi di spazzatura lasciati fuori dalle abitazioni, in attesa di essere raccolti dagli addetti. Il sindaco ha dichiarato di stare pensando a un metodo per non lasciare i sacchetti all'aperto.