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Differenziata: denunciati i sindaci dei comuni meno virtuosi

Differenziata, denunciati i sindaci

La procura della Corte dei Conti ha citato in giudizio gli amministratori del comune di Recco, in provincia di Genova. L'accusa che pende sul loro capo è quella di aver raggiunto scarsi risultati sul fronte della differenziata, toccando percentuali molto al di sotto sia degli obiettivi sottoscritti che della media nazionale. Si tratta del primo caso: in passato gli amministratori sono stati citati in giudizio per problemi con la differenziata, ma la loro accusa è stata sempre di aver innalzato il carico fiscale in cambio di un servizio che non c'era stato. Questa volta, invece, l'accusa parla di danno ambientale.

Gli amministratori denunciati sono il sindaco attuale, il suo precedessore, l'assessore all'Ambiente attuale e il suo precedessore. A chiudere il quadretto è il massimo dirigente della società adibita all'organizzazione e all'esecuzione della differenziata. In caso di condanna, i cinque saranno chiamati a risarcire una somma pari a 200mila euro.

Ermete Borgetti, procuratore della Corte dei Conti, ha addebito ai cinque denunciati il "deterioramneto della risorsa naturale terreno, mediante l’introduzione di sostanze e organismi nocivi per l’ambiente e nell’immissione in atmosfera di gas nocivi". Si contesta l'immissione in discarica di una quantità di rifiuti di molto superiore a quella stabilita e prevista.

Recco è uno dei comuni simbolo dell'Italia a due velocità. Il Bel Paese sta genericamente vivendo una sorta di primavera della differenziata, ma il virtuosismo si spande a macchia di leopardo. Al sud si stenta, al nord si eccelle. Ma anche nel settentrione, ed è il caso di Recco e della provincia di Genova, si registrano casi di negligenza.

Negligenza che a Recco è certificata dai numeri. Era stato posto l'obiettivo di giungere al 2006 con il 35% di differeziata e al 2010 con il 60 % di differenziata. Invece, le percentuali reali si attestano rispettivamente all'11,89% e al 22,83%. Un risultato di cui non andare per nulla fieri.