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Differenziata: ad Andria è motivo di scontro politico

 

Differenziata ad AndriaLa raccolta differenziata è un elemento di civiltà che dovrebbe rappresentare il punto di comunione tra i diversi schieramenti politici. E invece, ad Andria, è diventato motivo di scontro politico, persino in uno sfondo di eccellenza come quello andriese.

Cosa è accaduto? Semplicemente, un ente vicino al centrosinistra ha bocciato l'amministrazione andriese (in mano al centrodestra) per via degli scarsi risultati "qualitativi" raggiunti sul fronte della differenziata. La situazione è un po' strana, anche perché Andria, almeno dal punto di vista numerico, si configura come una delle eccellenze d'Italia, con una percentuale di rifiuti differenziati che supera, seppur di poco, il 70%. Per capire l'importanza di questo dato, si pensi che la media italiana è del 35%.

Il giudizio negativo è stato formulato dal Laboratorio di cultura politica che, secondo il Pdl, altro non è che espressione di Pd e Sel, e quindi dell'opposizione. Contro questo giudizio si è levata la voce dell'intero gruppo consiliare del Pdl che in una nota congiunta ha riferito di "critiche pretestuose ed esclusivamente figlie del risentimento politico" e di "allarmismo e malafede".

In effetti, i risultati dell'amministrazione Giorgino (sindaco di Andria) sono di prim'ordine e sono stati riconosciuti persino da Legambiente. In pochi mesi si è passati dal 5% al 70%. Cifra, questa, raggiunta anche da altri comuni del Sud, come Salerno, sebbene in tempi molto più lunghi (un anno o due).

Il gruppo del Pdl ha così riassunto lo stato delle cose: "Più Andria fa passi da gigante e diventa una città moderna, più cresce una sorta di invidia nei confronti dell’amministrazione Giorgino da parte di quei circoli salottieri lontani dal popolo che hanno governato per anni la nostra città con risultati pessimi e che oggi si permettono ancora il lusso di fare lezioncine e prediche, senza conoscere norme e procedure".