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Differenziata: accordo per migliorare l'umido

La raccolta differenziata decolla in Italia. Anzi no. La verità è che la situazione della differenziata nel Bel Paese sta vivendo un momento di luci e ombre. Le luci brillano soprattutto al nord, dove le percentuali sono confortanti e quasi in linea con quanto chiesto dall'Unione Europea. Le ombre, invece, si estendono al centro e soprattutto al sud, dove, eccetto qualche felice eccezione (molte sono in Campania) la differenziata stenta a raggiungere livelli anche solo decenti; si parla di percentuali al di sotto del 20%.

Ovunque, al nord al centro e al sud, il punto debole della differenziata è la categoria "umido". La sua raccolta procede a rilento, a grande distanza da altre categorie come la carta e la plastica. In moltissime realtà italiane, l'umido non viene nemmeno raccolto e finisce quindi nella galassia - sprecona - dell'indifferenziato.

Le cose però potrebbero presto cambiare. E' stato stilato un importante accordo che promette il miglioramento della raccolta dell'umido in Italia. L'accordo è stato stilato dall' Anci (associazione di categoria che rappresenta i comuni italiani), il Conzorzio Italiano Compostatori (il Cic) e Assobioplastiche, l’Associazione italiana bioplastiche e metariali biodegradabili e compostabili.

L'obiettivo è ambizioso ma raggiungibile: aumentare la percentuale di rifiuti "umidi" raccolti del 50%. Il tutto entro i prossimi tre anni.

Filippo Bernocchi, delegato Anci per le politiche energetiche, ha salutato così la conclusione felice delle trattative: "I Comuni sono fortemente impegnati nel raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale nella gestione dei rifiuti. Gli ostacoli sono molti e purtroppo noti prima tra tutti la carenza impiantistica."

Leonardo Ghernandi, esponente della Cic, ha invece dichiarato: "L'accordo genererà trasparenza nel processo, più qualità nel prodotto e una verifica dell’evoluzione dei prodotti messi sul mercato e quindi sulla relativa azione di recupero".