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Differenziata, a Reggio Calabria è appannaggio della lista civica Energia Pulita

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Reggio Calabria è una delle città dove l'emergenza rifiuti è stata più stringente in Italia. Il problema, risolto seppure non in una prospettiva ecosostenibile, è stato causato dalla chiusura di alcune discariche. La spazzatura nelle strade è sparita, o quasi, ma comunque la differenziata, nel capoluogo reggino, è una realtà ancora di là da venire. Questo per tutta una serie di motivi, non ultima una scarsa sensibilizzazione dei cittadini da parte dell'amministrazione locale. Addirittura, a perorare la causa della differenziata, ci sta pensando un piccolo movimento, in passato già lista civica e presente nel Consiglio Comunale (attualmente sciolto per mafia): Energia Pulita. La battaglia è combattuta anche dalla Leonia, la società a cui è deputata la raccolta dei rifiuti. Quest'ultima ha organizzato alcuni gazebo, sottoforma di punti informativi, attivi già dal 18 settembre. Proprio Energia Pulita affiancherà la Leona nel processo di sensibilizzazione.

I punti informativi offriranno alla cittadinanza i bidoni condominiali (strumenti irrinunciabili della raccolta differenziata), e varie informazioni sul modo più corretto di fare la differenziata, sulle modalità di riciclo dei rifiuti, e sui servizi garantiti dall'Isola Ecologica

Per quanto riguarda Energia Pulita, si annuncia da parte loro un impegno concreto che fa il paio con la campagna "Differenziamoci", lanciata il 10 aprile 2013 in concomitanza con il picco più violento dell'emerga rifiuti a Reggio Calabria.

Ecco il messaggio che Energia Pulita conta di lanciare a tutti i reggini: "Siamo passati poi all'analisi dei singoli pacchetti per dimostrare come differenziare possa essere davvero di vitale importanza. Abbiamo disposto sul nostro tavolo le categorie per la differenziata: carta, plastica e lattine, vetro, organico, rifiuti imgombranti e a queste ne abbiamo aggiunta una, di certo la più bella, "Nuova Vita", oggetti ancora utilizzabili che spesso gettiamo e che potrebbero essere un vero tesoro per chi ha meno di noi: giocattoli, vestiti (per i quali esistono i contenitori appositi), libri... Dal sacchetto iniziale abbiamo differenziato tutto il differenziabile. Il risultato è chiaro e immediatamente visibile. Il sacchetto si è ridotto di un buon 70%, non contiene al suo interno nessuna traccia di organico e il resto dei rifiuti, quelli differenziabili, non andrà in discarica, ma verrà riutilizzato.
Quindi differenziare significa:
a) ridurre l'ingombro
b) ridurre il cattivo odore e il rischio di malattie (niente organico!)
c) velocizzare lo smaltimento che potrà avvenire con i normali mezzi in dotazione La Calabria e in generale il sud Italia è in coda ad ogni statistica. E' arrivata l'ora: DIFFERENZIAMO(CI)!