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Democrazia della terra: a Roma interviene Vandana Shiva

Democrazia della Terra

Vandana Shiva è una famosa scienziata indiana, autorità internazionale nel campo dell'ambiente e della sovranità alimentare. Nel 1991 ha fondato l'associazione Naudanya, impegnata nelle battaglie per la cosiddetta democrazia della terra, concetto che unisce cura per l'ambiente e rispetto per i diritti della persona. In questi giorni Vandana Shiva ha soggiornato in Italia. Ospite a Ballarò, ha anche presenziato a una conferenza che si è tenuta in un luogo davvero simbolico: il Cinema Palazzo, quartiere San Lorenzo di nome, salito alla ribalta per l'occupazione di due anni fa da parte dei cittadini, indignati per la decisione di trasformare l'edificio in un casinò.

Vanda Shiva ha raccontato la sua interpretazione della globalizzazione, che come si è sviluppata in questi decenni ha provocato più danni che altro: "Se guardiamo alla Globalizzazione vediamo una forma di commercializzazione di tutto ciò che esiste; è con esso che il fenomeno della speculazione della terra è aumentato. Il problema è che quando si riduce la terra a pura merce svaluti tutto".

La scienziata si è anche scagliata contro la Green Economy, almeno come la si sta intendendo oggi, accusandola di essere un mero strumento per persone avide. Una delle battaglie della Shiva è quella contro le monoculture industriale, l'utilizzo dei pesticidi e gli Organismi Geneticamente modificati.

La Shiva, infine, ha parlato abbondantemente dell'espropriazione delle terre. E' questo il sunto del concetto di "democrazia della terra", introdotto nell'agenda politica delle nazioni - e dell'associazionismo: non esiste comunità libera senza un rapporto stretto, di sostentamento e di tradizione, con la propria terra. In questo senso, il rispetto delle popolazioni è il presupposto necessario (ma non sufficiente) per combattere le speculazioni di questa fase del capitalismo.