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Cos'è l'arredamento ecologico? I principi dell'eco-design

Category:

arredamento ecosostenibile

 

L'arredamento ecologico o eco-design ha l'obiettivo di diminuire l'impatto ambientale causato da certi materiali e sostanze chimiche, impiegati per arredare un'abitazione in qualsiasi fase della loro elaborazione.


Si parla ormai da anni sul pericolo che rappresenta per la salute la polluzione industriale, oppure su quanto è inquinante la produzione di energia elettrica a partire da fonti non rinnovabili. Ma sono in pochi a conoscere le moltissime sostanze inquinanti, emesse da intonaci, pavimenti, parquet e altri materiali edili che abbondano a casa, dove trascorriamo la maggior parte della nostra vita.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che l'aria all'interno di casa, ufficio o locali pubblici è molte volte più inquinata di quella esterna. Questo perché all'interno delle abitazioni c'è una gran quantità di inquinanti biologici (muffe, batteri, funghi, pollini, ecc), chimici (monossido o biossido di carbonio, biossido di azoto, anidridi varie, composti organici volatili come formaldeide, toluene o benzene, ecc.) e fisici (gas radon, campi elettromagnetici), con ripercussioni evidenti sulla salute delle persone.

Per questo motivo sono nate diverse discipline quali la bio-edilizia, per la costruzione ecologica degli edifici, o l'ecodesign per gli arredi degli interni.

Nel nostro Paese, l'Anab (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica) e l'Icea (Istituto di Certificazione Etica e Ambientale), ai fini di fare luce su questi concetti, hanno creato una certificazione italiana: lo standard per il “Mobile bio-ecologico”.

La certificazione garantisce un ridotto impatto ambientale risultante dalla produzione di questi mobili, e una bassa emissione di sostanze contaminanti.

Viene rilasciata una volta esaminato l'intero ciclo di produzione di un determinato mobile e prende in considerazione due criteri fondamentali:

  • l'impiego di legno da foreste o piantagioni che dispongono di una certificazione Forestale, che assicura una gestione responsabile e in linea con standard economici, sociali e ambientali predefiniti;

  • un basso impatto ambientale, come risultato dell'analisi del ciclo di produzione dei mobili sulla base di diversi criteri (mancanza di sostanze dannose per la salute e l’ambiente, diminuzione della quantità di materiale impiegato, riciclabilità dei componenti, smaltimento, trasporto ridotto al minimo, ecc.)


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Inoltre, durante la progettazione e la produzione dei mobili da arredamento che ricevono questa certificazione, i fabbricanti devono ridurre la quantità di scarti di lavorazione, dare secondi utilizzi ai manufatti, assicurare una buona durata del mobile, rendere semplice la sua riparazione, diminuire il numero di componenti, eliminare o ridurre i metalli (viti, chiodi), e infine, garantire un facile smaltimento di tutte le parti.

La certificazione italiana, così come le internazionali e le europee (l'etichetta “Blauer Engel”, il marchio CATAS, l'Ecolabel, l'EMAS, ecc.) cercano di assicurare al consumatore che l'utilizzo di mobili ecologici riducono le sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente, dando origine così a spazi abitativi sani, ideati per vivere l'abitazione come un luogo dove ritrovare il contatto con la natura.