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Conto Energie 2011 : Limiti E Tagli Agli Incentivi

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Dopo una lunga attesa è diventata oramai notizia ufficiale:  finalmente il Conto Energia 2011 è stato varato! A quanto pare infatti dopo un estenuante lavoro di indagini e pareri, Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo hanno trovato il tanto agnato accordo conclusosi con la definitiva firma che sancisce l’ufficialità del decreto.

conto energia 2011

Un compromesso è stato trovato, e a quanto pare anche abbastanza ragionevole, ma ad una lettura profonda emergono ancora problematiche irrisolte e soluzioni superficiali che non  andranno a rimuovere in maniera definitiva alcuni problemi strutturali in cui versa il settore oggigiorno.

Primo aspetto, contestato duramente al Nuovo Conto Energia 2011,  resta la drastica e repentina riduzione degli incentivi, ancor più  massiccia e  rilevante per quanto riguarda gli impianti di grande taglia, che si vedranno piano piano dimezzare i fondi in entrata, senza contare poi l'introduzione del famoso tetto massimo di potenza incentivabile anno per anno.

Secondo gli schemi riportato attualmente gli incentivi saranno così ripartiti:

  • 1° giugno 2011-2° (semestre 2012): stanziamento di 580 milioni di euro( a fronte degli 8.300 previsto) per una potenza massima installabile di 2.690 MW

  • Tra il 2013 ed il 2016 il costo passa a 1.361 milioni di euro, la potenza a 9.770 MW


Come già più volte paventato, i tagli al Conto Energia 2011 scatteranno a partire dal prossimo dal prossimo 31 agosto. Importante ribadire, però, che nel caso scattino dei ritardi nell’allacciamento alla rete che facciano scaturire uno slittamento in uno scaglione di incentivi meno favorevole, sarà la stessa Autorità per l’Energia a dover risarcire le perdite contratte.

Rispetto ad una prima lettura del Nuovo Conto Energia 2011 sembra essere abbastanza chiara un'importante presa di coscienza da parte del Governo, rispetto alle limitazioni eccessive messe in pratica, limitazioni non solo economiche ma anche fin troppo severe nella tempistica. Si assiste difatti ad un repentino decremento delle tariffe che potrebbe seriamente mettere in crisi le imprese di riferimento.

Altra grande perplessità emerge in relazione alla scelta governativa di circostanziare gli impianti alimentati ad energia pulitica mediante un iscrizione ad uno specifico registro del Gse, questa apparentemente banale scelta, in realtà potrà determinare alcuni effetti perversi, primo tra tutti la crescita di una massa di lavoro burocratico difficilmente gestibile che in un secondo momento potrebbe in realtà divenire un vero e proprio ostacolo ad un eventuale accesso al mercato da parte delle aziende.

Insomma non è poi tanto difficile notare che alcune problematiche di fondo sembrano ugualmente persistere e che il settore degli incentivi in realtà ha bisogno ancora di compiere un lungo percorso fatto di  riformulazioni e nuove stesure della normativa vigente.