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Conai: il riciclo è compromesso dalla crisi

La crisi ferma il riciclo. E' quanto emerge da un dettagliato studio della Conai, Consorzio nazionale degli imballaggi. Il riciclo segue il ciclo economico. Dopo anni di trend positivi, ecco il crollo del 2009 (parallelo alla prima ondata di recessione), la ripresa del 2010-2011, e il nuovo crollo che continua ancora oggi.

RicicloNella fattispecie, è diminuito del 3,9% il volume dei rifiuti da imballaggio recuperati (scesi a 8,3 tonnellate).  Una delle conseguenze è il leggero decremento della quota immessa al consumo, che scende dal 74,1% al 73%.

Passando al riciclo vero e proprio, Conai ha registrato una riduzione del volume pari al 4,5%, che quindi si attesta intorno ai 7 milioni di tonnellate. L'unica nota positiva arriva dalla plastica, l'unica voce che sale anziché scendere e raggiunge quota 753mila tonnellate contro le 745mila dell'anno precedente (+1,1%). Va malissimo il legno, che crolla a 1,5 tonnellate in luogo del milione e mezzo di tonnellate dell'anno precedente.

Va male anche sotto l'aspetto finanziario. Conai ha registrato una certa sofferenza nel Contributo Ambientale (CAC). Questi ha fatto segnare un catastrofico -30% pari a 65 milioni di euro (al netto dei rimborsi provenienti dall'export). Ragione di questi numeri è il taglio deciso dal consorzio, in linea comn quanto deliberato nel 2011 per le sole alluminio, carta e plastica.

L'ultimo dato della Conai è riferito a se stessa. Al 31 dicembre 2012, infatti, il numero dei soggetti consorzionati era di 1,2 milioni di unità. I Comuni serviti dai consorzi di filiera erano 7.300. I cittadini coinvolti erano 58milioni.

Sul sito della Conai è possibile consultare un grafico molto esplicativo che illustra il crollo della maggior parte dei parametri nel 2012 rispetto al 2011. La Conai si riserva di esprimere previsione sul 2013 nei prossimi giorni.